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Politica | 11 gennaio 2018, 06:53

“Liberi e Uguali” brucia tutti sul tempo e presenta una rosa di 12 candidati

Tra questi verranno scelti i rappresentanti nei collegi uninominali di Camera e Senato del Cuneese e altri che andranno a far parte del listino proporzionale. Pd e centrosinistra temevano di dover fare i conti con un’offensiva decisamente più aggressiva

Pietro Grasso

Pietro Grasso

Tre donne: Barbara Giolitti (Cuneo), Gabriella Roseo (Cuneo), Carla Di Feo (Bra). Tre under 40: Amajou Aderrahmane (Bra), Dario Colombano (Caramagna Piemonte), Davide Cravero (Villafalletto). Più altri sei: Fabrizio Botta (Centallo), Melchiorre Cavallo (Racconigi), Guido Chiesa (Savigliano), Claudio Dutto (Vignolo), Cesare Ferro (Bra) e Lorenzo Paglieri (Alba).

Dodici nomi “cuneesi” che sono stati presentati ieri sera (mercoledì) all’assemblea regionale di “Liberi e Uguali” svoltasi alla Gam di Torino e che costituiranno la rosa attraverso cui la segreteria individuerà i tre candidati nei collegi uninominali della Granda: due alla Camera e uno al Senato e da cui attingerà per il listino dei collegi plurinominali.

Mancano i nomi più noti, quelli che erano stati ventilati in un primo tempo: Aldo Comina, ex sindaco di Savigliano ed ex consigliere provinciale, indicato in un primo tempo come possibile candidato al Senato, Giancarlo Boselli, ex vicesindaco di Cuneo, Mario Borgna, ex segretario provinciale della Cgil e Mario Cravero, anch’egli esponente del medesimo sindacato.

A ben considerare nessuno di questi 12 candidati – alcuni dei quali con ruoli nelle amministrazioni comunali dei Comuni di residenza – ha concrete chances di andare ad occupare scranni a Montecitorio o Palazzo Madama.

Si tratta di candidature cosiddette “di servizio” che avranno lo scopo di presidiare i rispettivi territori.

Per la verità non tutto il territorio provinciale è rappresentato, dal momento che aree come il Saluzzese, il Fossanese e il Monregalese risultano scoperte.

Dal Pd e dal centrosinistra si temeva che l’offensiva dei cugini scissionisti fosse decisamente più aggressiva, ma evidentemente per il partito di Grasso non è stato facile trovare nomi che potessero impensierire sul serio i vecchi compagni di strada.

Giampaolo Testa

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