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Al Direttore | venerdì 12 gennaio 2018, 16:15

Turni farmacie in Val Varaita, Dovetta: "Una segnalazione che deve far riflettere"

Riceviamo e pubblichiamo

Silvano Dovetta

Egregio direttore,

scrivo per condividere una piccola riflessione in merito ad una notizia che ho letto su Targatocn.it nei giorni scorsi.

Si tratta di una segnalazione giunta da una lettrice con una seconda casa in Val Varaita, che ha dichiarato di aver dovuto fare, la notte di San Silvestro, un lungo viaggio in auto con il marito prima di riuscire a reperire un farmaco: un tragitto di 57 chilometri per giungere da Pontechianale a Saluzzo e trovare una farmacia aperta.

Massimo Mana, presidente Federfarma Piemonte, ha commentato dicendo che, nel rispetto della legge regionale, che prevede una farmacia aperta ogni 30 esercizi, nell’ambito dell'Asl Cn1 il 31 dicembre erano aperte 6 farmacie.

Come sindaco di Venasca e presidente dell’Unione Montana Valle Varaita, penso che una segnalazione come questa debba far riflettere: se per reperire un farmaco si devono percorrere così tanti chilometri, e chiaro che abitare in montagna diventa sempre più difficile ed è inevitabile che, in caso di necessità, le persone confluiscano al pronto soccorso, creando disagi.

Non intendo sollevare alcuna polemica, ma solo stimolare una riflessione che dovrà essere sviluppata nelle sedi più idonee: non metto in dubbio che i limiti imposti dalle leggi vadano rispettati, ma vorrei che coloro che emanano le leggi prendessero coscienza della situazione in cui vivono le popolazioni montane.

Non sempre l’acquisto di un farmaco può essere posticipato di un giorno, o anche solo di qualche ora, senza compromettere le condizioni del paziente che
ne ha necessità.

Nelle vallate sarebbe opportuno valutare la possibilità di avere sempre una
farmacia aperta a rotazione, come era un tempo Per fare un esempio, quando ero giovane, avevamo due medici sempre disponibili che si occupavano dei mutuati di quattro comuni.

Oggi dal venerdì sera alla domenica possiamo contare solo sulla Guardia medica, e in settimana i medici di base sono reperibili solo in determinate fasce orarie: siamo sicuri di poter chiamare questo progresso?

Vogliamo che le persone rimangano in montagna, ma quali servizi possiamo
offrire loro?

Penso sia quantomeno doveroso riflettere sulle difficoltà che devono affrontare le fasce di popolazione più deboli e disagiate, e non dimentichiamo che il tema della salute tocca in modo particolare anziani e bambini.

È necessario l’impegno di tutti per modificare le leggi che non garantiscono la tutela della componente più debole della popolazione.

Grato per l’attenzione, porgo distinti saluti.

Silvano Dovetta - Sindaco di Venasca e presidente dell'Unione montana Valle Varaita

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