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Cronaca | venerdì 12 gennaio 2018, 12:00

Operazione "Bello mio": tre arresti a Garessio per spaccio di cocaina e tentata estorsione

Traffico di cocaina fra la Val Tanaro e l’Imperiese sgominato dai carabinieri di Mondovì. Documentati in due mesi circa una sessantina di cessioni di droga. In arresto una coppia e un loro amico che hanno tentato di estorcere denaro a un operaio di Garessio

Immagine di repertorio

“Bello Mio”: così i fornitori di droga chiamavano lo spacciatore di Garessio. Un appellativo scelto dai carabinieri di Mondovì per nominare l'importante operazione antidroga scattata ieri mattina. Tre gli arresti per tentata estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti: in carcere A.A. di 26 anni gravato da diversi precedenti di polizia; obbligo di dimora con obbligo di permanenza domiciliare notturna per F.C. 22enne compagna del primo ed incensurata; ai domiciliari G.S. 32enne, anch’egli gravato da alcuni precedenti di polizia ed amico della coppia. Tutti di Garessio.

I tre, ma in particolare i due uomini, gestivano un traffico di cocaina fra la Val Tanaro e l’Imperiese. Proprio in Liguria andavano ad approvvigionarsi della sostanza stupefacente da personaggi di spessore, peraltro tratti in arresto qualche tempo fa dalla locale Squadra Mobile della Polizia di Stato anche grazie alla collaborazione ricevuta dai militari di Mondovì. In particolare venivano documentati in due mesi circa una sessantina di cessioni di droga e in due casi venivano recuperati a carico degli acquirenti e di G.S. una ventina di grammi di cocaina.

Le indagini sono partite nel marzo 2017 da un tentativo di estorsione che i tre hanno messo in atto nei confronti di un operaio di Garessio.

L'uomo era stato ricoverato in stato d’agitazione presso l’Ospedale di Mondovì: secondo il suo racconto stava vivendo una grave condizione di pericolo. Il personale sanitario l'ha invitato a denunciare il tutto alle forze dell’ordine, contattando i militari della Stazione di Garessio per riferire dell’episodio. L’operaio quindi, sentito dai militari dell’Arma di Garessio, raccontava di aver conosciuto tramite social network una ragazza del posto, di aver intrattenuto con lei una corrispondenza sempre più esplicitamente volta ad intraprendere un rapporto sentimentale e di aver ricevuto dalla donna una richiesta di appuntamento in una località isolata di Garessio nella serata precedente. Subito dopo avere incontrato la donna all’appuntamento convenuto, l’operaio sarebbe stato avvicinato da due uomini che conosceva di vista, uno dei quali convivente della ragazza; questi dapprima lo malmenavano e subito dopo lo minacciavano che gli avrebbero fatto ancora del male se non avesse consegnato al convivente della donna una somma contante di cinquecento euro mensili, a titolo risarcitorio per l’affronto fatto nei suoi riguardi.

Alla luce di quanto appreso i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mondovì, sotto la direzione del Dott. Pier Attilio STEA, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo, davano inizio agli accertamenti investigativi che hanno portato all’operazione conclusasi nei giorni scorsi.

crm

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