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Saluzzese | venerdì 12 gennaio 2018, 14:30

Fibra ottica ancora “lontana” per il Saluzzese: solo un Comune (su 30) ammesso alla prima fase dei lavori di posa

Sampeyre rientra nella lista di paesi in cui partiranno le opere “tra maggio e giugno”. L’impressione è – quindi – che la banda ultra-larga nelle “Terre Alte” non sia ancora così “dietro l’angolo”

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Prende sempre più forma il piano per la realizzazione della banda ultra-larga in Piemonte, nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato”, vale a dire quelle aree dove, per un privato, “i costi sostenuti per la costruzione delle infrastrutture non saranno remunerati una volta che queste entreranno in servizio”.

Una risultante data dalla somma di diversi fattori, tra cui la bassa densità di popolazione e – di conseguenza – di possibili clienti.

I lavori, spiegano dalla Regione, “partiranno tra maggio e giugno i lavori”.

132 i Comuni del Piemonte interessati dal piano, 33 nel cuneese. 4 invece le fasi di intervento, scaglionate nel tempo.

Nel saluzzese, l’unico Comune che rientra nella prima tranche di interventi è Sampeyre, in Valle Varaita

Ben di più ampio spettro invece il panorama di Comuni che potranno accedere alla “fase 2”: Brossasco, Casteldelfino, Castellar, Envie, Frassino, Martiniana Po, Melle, Pagno, Piasco, Revello, Rossana, Saluzzo, Sanfront e Venasca.

La fase due, si evince, sarà quella che da Saluzzo inizierà ad estendersi lungo le Vallate, coinvolgendo anche la città di Saluzzo, dove convergono le Valli Po, Bronda e Varaita.

Barge, Cardè, Costigliole Saluzzo e Rifreddo saranno invece i quattro Comuni selezionati per la “fase 3” del piano.

In coda, in quanto inseriti nella quarta (ed ultima) fase dell’operazione Bagnolo Piemonte, Brondello, Crissolo, Faule, Gambasca, Manta, Oncino, Ostana, Paesana, Pontechianale e Valmala.

La rete realizzata sarà data in concessione per 20 anni all'aggiudicatario del bando e rimarrà di proprietà pubblica. Un’operazione non facile (solo per il Piemonte sono necessarie all’incirca 9mila autorizzazioni), che punta infatti anche a sfruttare tutte le infrastrutture – pubbliche o private che siano – già esistenti, riutilizzabili per la posa della fibra ottica.

Un investimento totale, secondo le stime della Regione, che supera i 480milioni di euro, suddivisi tra pubblico e privato.

Se – da un lato – vi sono tempi certi sull’inizio dei lavori della “fase 1”, non vi sono al momento previsioni temporali per le fasi successive.

L’impressione è – quindi – che la banda ultra-larga nelle “Terre Alte” non sia ancora così “dietro l’angolo”.

Nicolò Bertola

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