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Ad occhi aperti | sabato 13 gennaio 2018, 15:30

In arrivo a Piasco una delle “pietro d’inciampo” contro il nazifascismo - Eir ist wieder da

Bisogna essere vigili, insomma, più di quanto si pensi. E perché no, inciampare ogni tanto sulle esperienze di chi vigile era stato, al tempo, anche fin troppo

“Eir ist wieder da” (Lui è tornato) è un film del 2015 di produzione tedesca scritto da David Wnendt, Johannes Boss, Minna Fishgartl e Timur Vermes prendendo spunto dal best-seller omonimo dello stesso Vermes, e diretto da Wnendt.

E’ l’ottobre del 2014 e Adolf Hitler in persona si risveglia a Berlino, conscio e perfettamente in salute. Il Fhurer si troverà quindi a dover interagire con la città odierna e la società attuale, con l’obiettivo di ristabilire il Reich e ritornare al potere, tra sostenitori dell’ultima ora, scettici e chi lo considera soltanto un grande scherzo.

Ci si inciampa, nella storia delle persone.

E’ con queste parole che l’assessore alla cultura del comune di Torino Francesca Leon ha commentato l’iniziativa di posa di nuove 37 “pietre d’inciampo” nel territorio piemontese, blocchi cubici rivestiti su di un lato di ottone ideati dal tedesco Gunter Demnig in ricordo delle vittime del nazi-fascismo. Una delle tante attività che si legano alla vicinissima Giornata della Memoria e che nel 2018 arriverà a toccare anche la nostra provincia Granda: una delle pietre d’inciampo,

infatti, verrà posata a Piasco. E la Giornata della Memoria, il ricordo della dominazione nazi-fascista e dell’intolleranza, come ogni anno torna prepotentemente d’attualità, nonostante in tanti pensino o dicano (o lascino intendere) che non dovrebbe esserlo: i fatti legati alle repressioni e agli eccidi perpetrati dal nazi-fascismo sono ormai letteralmente materiale da libro di storia e, com’è (giustamente) concezione comune, assimilabile alla caduta dell’Impero Asburgico... realtà effettivamente avvenuta, ma che non ha e non potrà effettivamente avere alcuna tangenza con la nostra realtà quotidiana.

Ma è davvero così? Questo è un argomento che “Ad occhi aperti” ha trattato fin dal suo esordio, con la riflessione su “L’Onda” ma che credo sia bene affrontare, ogni tanto. Perché no, non è così. E film come “Eir ist wieder da”, o il libro “Lui è tornato” da cui è stato tratto, o ancora il remake italiano di prossima uscita “Sono tornato” (che avrà come protagonista, ovviamente, il Duce), sono esattamente qui a ricordarcelo.

Considero la pellicola sfortunatamente meno incisiva e interessante del libro da cui è tratta, meno critica in molti sensi e aspetti, ma forse più immediata e comprensibile: in diversi punti è quasi documentaristica, in particolar modo quando Hitler si trova ad avere a che fare con le persone comuni, con i berlinesi del quotidiano. Persone magari che hanno avuto la percezione della dominazione nazionalsocialista solo “per sentito dire” e che a volte trovano nel riconsiderare quel periodo una valvola di sfogo: a quanti di noi è capitato di leggere stati su Facebook di questo tipo? A quanti è capitato di scriverli?

Il film, molto più del libro, si conclude con un finale alquanto amaro, ovvero il sostanziale inizio di una nuova presa di potere da parte del Fhurer, sintomo del fatto che il rischio di un ritorno dei dittatorismi è più che possibile anche a distanza di decine di anni dal loro storico fallimento.

Il nazi-fascismo, espressione sostanziale di tutto ciò che (a rigor di logica) può esserci di sbagliato nella natura umana, quindi, non sembra passare mai di moda: bisogna essere vigili, insomma, più di quanto si pensi. E perché no, inciampare ogni tanto sulle esperienze di chi vigile era stato, al tempo, anche fin troppo.

s.g.

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