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Eventi | sabato 13 gennaio 2018, 11:12

Il Carnevale unisce Mondovì e Avigliano Umbro: il Moro accoglie Chicchirichella

Il tradizionale gemellaggio carnacialesco porta nel monregalese le maschere umbre della commedia dell'arte

La Cità di Mondovì ed il Comune di Avigliano Umbro si uniscono nel segno del Carlevè: il Moro incontra Chicchirichella. Il Monregalese accoglie in gemellaggio la storica maschera del Centro Italia, una tradizione decennale che continua e si rinnova: dopo aver ospitato nel 2017 il simbolo della tradizione carnascialesca orobica, l'eclettico 'Arlecchino', nel 2018 la Famija Monregaleisa riscopre e valorizza la più rinomata tra le maschere umbre della commedia dell'arte.

Nasotorto, Nasoacciaccato, Rosalinda e Chicchirichella, quest i nomi dei quattro personaggi nati ad Avigliano Umbro dai personaggi di una flastrocca locale del ‘500, sapientemente custodite dalle persone anziane e creativamente rielaborate da Oliviero Piacenti e Paola Contili.

Ogni maschera ha una storia e una rigorosa scheda identitaria, un proflo psicologico, un corpo di popolare bellezza, abito singolare tradizionale, dialetto umbro e gusto peculiare umbro e ne combinano di tutti i colori, secondo i canoni della Commedia dell’Arte. Ognuna di esse rappresenta uno specifco archetipo: dall'eroe/imbroglione (Nasoacciaccato) al padre/orco (Nasotorto), sino alla principessa/seduttrice (Rosalinda) e al vagabondo(Chicchirichella). Le maschere, nella loro esuberante semplicità, rappresentano l’Umbria, essendo legati a ciascuno di loro, i modi di dire, la buona cucina, gli abiti, il temperamento di una terra, dove l’umiltà della gente è pari alla bellezza del paesaggio.

Il “padre” è Oliviero Piacenti, fotografo, autore, regista, attore, videomaker, grafco ed esperto in comunicazione recentemente scomparso, che ha avuto l’idea. La “madre” è Paola Contili, pittrice, poetessa, scrittrice, grafica, costumista, videomaker e donna di teatro, in una parola “creativa”, compagna artstica di Oliviero Piacenti, direttore artistico del 'Laboratorio del Paesaggio', che le ha disegnate e realizzato i costumi.

Ad Avigliano Umbro, nel 2015, si è voluto riproporre un Carnevale legato al periodo della Commedia dell’Arte con una serie di iniziative volte a far emergere quella rappresentazione e facendo nascere in quel contesto quattro maschere: Nasotorto, Nasoacciaccato, Chicchirichella e Rosalinda alla maniera della Commedia dell’Arte alle quali sono state accostate le forme d’arte di quel periodo storico, di quel fenomeno tutto italiano poi divenuto di riferimento culturale in gran parte dell’Europa.

Piemonte e Umbria unite da un gemellaggio carnascialesco con profonde radici nella tradizione culinaria italiana: se la risola rappresenta il 'dolce' simbolo del Carlevè 'd Mondvì, le maschere umbre sono legate al cibo, che naturalmente è a sua volta legato al territorio dove queste vivono e agiscono.

Rosalinda è infatti ghiotta di 'nociata' una specie di torrone che troviamo a Massa Martana, tutte mangiano il maiale e Nasotorto è appassionato del 'cigoto di Grut', Nasacciaccato ama i 'manfricoli' conditi con pecorino e salsicce, mentre Chicchirichela non disdegna un bel piatto di 'fave cotore' cucinate con una croccante “barbazza” (guanciale di maiale). Ma anche le ciriole e i pampepati, la bruschetta e la panzanella o alla domenica le tagliatelle al ragù contadino seguite da un bel pollo allo spiedo. Il vino va bene tutto, ma un buon Sagrantino di Montefalco o un biondo Grechetto di Todi fanno sicuramente la differenza. Buongustai che per necessità fanno un pasto frugale, ma a volte anche da “grand gourmet”.

«Per la prima volta - dichiara Enrico Nata, presidente della Famija Monregaleisa - al Carlevè 'd Mondvì arriva la tradizione carnascialesca di un piccolo Comune del Centro Italia. Siamo particolarmente orgogliosi di proporre questo gemellaggio per il ricco bagaglio culturale che accomuna il Moro a Chicchirichella. Storie che devono essere tramandate nel tempo non solo per onorare la nostra tradizione ma anche per rendere più 'leggera' la quotdianità: il Carlevè fa sognare, ci trasporta in una dimensione esterna alla vita reale, consentendoci di afrontare con il sorriso eventi che a volte hanno risvolti drammatci. Il mio riferimento va al terremoto che ha duramente colpito l'Umbria e che lo scorso anno è stato soggeto di aiuti umanitari dal nostro territorio. Evviva il Carlevè, grazie ad Avigliano Umbro

Saranno due gli appuntamenti che vedranno impegnato Chicchirichella nel Monregalese, a partre dalla conferenza di presentazione ufficiale del Carlevè 'd Mondvì che avrà luogo sabato 20 gennaio alle 11 presso la Sala del Consiglio Comunale del Municipio di Mondovì (Corso Statuto, 15).

c.s.

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