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#finanzasemplice | sabato 13 gennaio 2018, 06:00

MIFID II: cosa cambia per i risparmiatori

Mifid II introduce diverse novità, ma la principale, dal punto di vista degli investitori e degli intermediari è senza dubbio la disclosure sui costi impliciti negli investimenti.

Il 2018 è arrivato, e la famigerata normativa MIFID II è finalmente in vigore. Vediamo cosa comporta per i risparmiatori e come questa rivoluzione modificherà i nostri rapporti con le banche e con i consulenti finanziari.

Mifid II introduce diverse novità, ma la principale, dal punto di vista degli investitori e degli intermediari è senza dubbio la disclosure sui costi impliciti negli investimenti.

La norma prevede infatti che nella rendicontazione periodica inviata ai risparmiatori sia evidenziato in modo chiaro e trasparente il costo sostenuto da questi ultimi nel corso del periodo; non solo: la norma prevede che il dato sia fornito in modo aggregato e non solo in forma percentuale ma anche in valore monetario.

Vediamo meglio

Quando un risparmiatore acquista un fondo di investimento, ad esempio, paga (a volte) una commissione di ingresso, che quando è presente è molto evidente perché viene prelevata direttamente a carico del cliente (Ad esempio, una commissione di acquisto dell'1% comporta che a fronte di un investimento di 10.000,00 io veda investiti 9900,00 euro)  

Inseguito, nel corso degli anni in cui rimane investito, pagherà una commissione di gestione che rappresenta la remunerazione per l'attività di gestione del fondo e spesso anche una commissione di performance, qualora il fondo generi utili per gli investitori.

Queste ultime categorie di costi sono meno evidenti al risparmiatore, in quanto vengono prelevate direttamente dal patrimonio del fondo e il valore delle quote è già al netto di tali oneri. Non è corretto parlare di costi occulti, dato che queste voci di spesa sono esplicitate sul prospetto informativo e sul KIID; tuttavia sono voci spesso trascurate e non evidenti come le commissioni dirette per l'acquisto, anche se molto più onerose.


Sarebbe più corretto dire che "erano" meno evidenti perché da quest'anno verranno riportate nelle comunicazioni ai risparmiatori appunto in forma aggregata e in valore monetario; se, ad esempio, ho acquistato per un importo di 100.000,00 euro un fondo che ha un costo complessivo del 2% annuo mi vedrò evidenziati i costi che ho sostenuto durante l'anno per l'attività di gestione: 2000,00 euro.

Nulla di grave, ovviamente: ogni attività che viene svolta deve essere retribuita e personalmente non sono un sostenitore del low cost in nessun settore.

Quello che dovrà fare un investitore o un risparmiatore saggio sarà andare a verificare se il prodotto che ha acquistato vale quello che costa; sul mercato ci sono infatti migliaia di strumenti finanziari ed è corretto, come facciamo per gli altri servizi che acquistiamo, comparare il costo che paghiamo con la qualità del servizio che riceviamo.

Da parte mia sarei stato più favorevole alla introduzione di un totale divieto di incentivi alle strutture di vendita e consulenza, come quello che vediamo sul mercato inglese, la cosiddetta RDR.

In un mercato governato da una norma di questo tipo chi consiglia gli investimenti viene pagato "a parte" e non riceve nessun tipo di remunerazione da chi crea e gestisce i prodotti. In questo modo è incentivato a fare esclusivamente l'interesse del suo cliente (che paga) e non è sottoposto a nessun conflitto di interesse tra prodotti simili.

Questa svolta non c'è stata, tuttavia ritengo che Mifid II, pur tra luci ed ombre, potrà essere una buona occasione per fare il check up al proprio portafoglio anche in ottica di un contenimento dei costi che non corrispondono ad effettivi servizi e valore aggiunto.

 

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Note legali: il presente articolo non costituisce sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari, inoltre non rappresenta consulenza di investimento ai sensi della normativa vigente. Prima di sottoscrivere qualsiasi strumento di investimento è fondamentale accertarsi di avere compreso a fondo le caratteristiche anche tramite la consultazione dei documenti informativi

Fabrizio Monge

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