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Politica | sabato 13 gennaio 2018, 08:33

Ingorgo di candidature in “Noi con l’Italia”

I deputati albesi Mariano Rabino e Giovanni Monchiero e il senatore braidese Michelino Davico sperano ancora che ci sia un posto anche per loro, ma nel centrodestra la coperta del “quarto polo” è già quanto mai corta

Michelino Davico, Giovanni Monchiero, Mariano Rabino

Michelino Davico, Giovanni Monchiero, Mariano Rabino

C’è affollamento di candidature, quasi un ingorgo, in “Noi con l’Italia”, la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra.

Se continua ad essere ritenuta scontata (fino a prova contraria) la ricandidatura dell’ex ministro Enrico Costa, che del quarto polo è stato un maieuta ante litteram, più difficile appare trovare una risposta alle aspettative degli altri parlamentari uscenti del Cuneese che in questa nuova formazione si riconoscono: il deputato albese Mariano Rabino e il senatore braidese Michelino Davico. In posizione appena più defilata (ma non troppo) c’è anche un altro inquilino uscente di Montecitorio, Giovanni Monchiero. Mariano Rabino, eletto cinque anni in Scelta Civica e rimasto con Enrico Zanetti a presidiare il marchio, si mostra entusiasta della strada intrapresa.

Finalmente si parte. Noi con l'Italia – scrive sul suo profilo social - è pronta a scendere in campo per dare voce al popolo moderato che in questo marasma, caratterizzato da populismi ed estremismi, ha la necessità di essere rappresentato da un partito che farà leva su proposte concrete per lo sviluppo del nostro Paese e non da finti slogan. In questi giorni – aggiunge - abbiamo sentito tante (troppe!) promesse elettorali, come ad esempio quella fantasiosa sull’eliminazione delle tasse universitarie, che oltre ad essere irrealizzabili sono anche uno schiaffo all’intelligenza dei cittadini. La nostra attenzione sarà rivolta in particolare ai giovani lavoratori, penso ad esempio alle tante Partite Iva che hanno la necessità di essere tutelate maggiormente dal nostro ordinamento. La nostra forza sarà il territorio: amministratori, associazioni rappresentative, terzo settore, ma anche semplici cittadini saranno i protagonisti della nostra azione politica. Chi meglio di loro conosce e vive le problematiche locali? E se non iniziamo a trovare soluzioni per risolvere le piccole cose – conclude - non saremo mai in grado di cambiare il Paese.

L’euforia retorica evidenzia la voglia di Rabino di voler ancora giocare da protagonista la partita. Dopo l’esperienza del centrosinistra col Pd in Regione e quella del centrismo rigorista di Mario Monti, gli manca, a chiudere il cerchio, quella nel centrodestra.

L’ex manager sanitario Monchiero, lasciata Scelta Civica dopo l’implosione, si è accasato con Stefano Parisi in “Energie per l’Italia”.

Michelino Davico, eletto nelle fila della Lega Nord a Palazzo Madama, ha mollato all’inizio della XVII legislatura il Carroccio per dare il suo appoggio al governo di Enrico Letta e, dopo varie peripezie, è approdato a “Idea” di Gaetano Quagliariello. Lui è forse quello più tranquillo, ma non per questo rassegnato ad abbandonare definitivamente il laticlavio.

Sia Rabino che Davico confidano entrambi in una ricandidatura in quanto uscenti. Certo è che la coperta è stretta e nei collegi, sia quelli uninominali maggioritari che quelli plurinominali proporzionali della Granda, gli spazi sono ormai ridotti al lumicino. Più difficile ancora – se possibile - la sfida di Monchiero. Si tratta di capire quale posizione assumerà il suo leader, Stefano Parisi, se cioè aderirà in modo organico al quarto polo oppure se opterà per una corsa autonoma, pur affermando riconoscersi nel centrodestra.

Nel primo caso l’ex direttore delle Molinette sarebbe l’ultimo arrivato e dovrebbe quindi mettersi in coda, dietro a Rabino e Davico. Cosa che probabilmente non lo entusiasmerebbe. Nel secondo, non ci sarebbero invece problemi per la ricandidatura, ma le speranze di ritornare a Montecitorio sarebbero oggettivamente più risicate (per usare un eufemismo).

I tre, in questi giorni, sono comunque accomunati da una fiduciosa speranza e dalla consapevolezza che questa è ultima a morire.

Giampaolo Testa

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