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Attualità | 16 gennaio 2018, 18:01

Fantascienza o realtà? Facebook e le politiche sugli utenti defunti

C'è da sottolineare come il social abbia un regolamento riguardo al "fine vita" in un certo senso simile a quello cui il nostro paese è arrivato un mese fa, prova del fatto che la fantascienza è solo lo specchio distorto del presente

Foto generica

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Che la tecnologia in generale e i social network nello specifico abbiano cambiato nel profondo la nostra realtà quotidiana è fuor di dubbio, ed è da tempo concetto centrale del genere fantascientifico in campo letterario, cinematografico e televisivo. E si sfiora davvero la fantascienza se si prova a spulciare le policy di Facebook relative agli account, una vera e propria giungla di cui la maggior parte delle persone non conosce tutti i meandri.

Un esempio perfetto è il dibattito in merito al cosiddetto contatto erede di Facebook, nato dalla trasformazione della pagina di Luca Borgoni in un profilo commemorativo, con la conseguente impossibilità per la madre Cristina Giordana di continuare a utilizzarlo a nome del figlio.

Piccolo esempio per comprendere la questione.

Io, persona fisica, muoio. A quel punto, o meglio quando Facebook ne viene a conoscenza, il mio profilo utente diventa un profilo commemorativo, riconoscibile dalla dicitura "In ricordo di" vicino al mio nome e alla mia foto del profilo. Nessuno potrà effettuare modifiche al profilo stesso ma ci si potranno condividere ricordi sopra, il profilo scomparirà dagli spazi pubblici delle bacheche e i contenuti da me condivisi rimarranno salvati sul social network.

L'unica eccezione è che io abbia indicato sulle impostazioni generali dell'account un contatto erede, ovvero una persona deputata alla gestione del profilo in caso di mia scomparsa. Il contatto potrà scrivere post (a nome proprio), rispondere alle richieste di amicizia, aggiungere e modificare le immagini e richiedere a Facebook la cancellazione dell'account. Addirittura, potrà effettuare lo scaricamento di una copia dei contenuti condivisi da me in vita.

Nei contenuti FAQ del social network viene indicato che, per non rimuovere del tutto l'account di un defunto, la sola altra opzione è la creazione di un gruppo chiuso. Ma nelle ultime ore sono tante le voci sollevatesi contro il fatto che Facebook "permetta" la condivisione di contenuti offensivi e abbia invece politiche così stringenti su un argomento come questo (e in merito abbiamo anche chiesto ai cuneesi cosa ne pensino, in un vox che pubblicheremo nella giornata di domenica 21).

C'è però da sottolineare come il social network, ormai da tempo, abbia un regolamento riguardo al "fine vita" in un certo senso simile a quello cui il nostro paese è arrivato soltanto un mese fa. Ennesima prova del fatto che spesso la fantascienza è solo lo specchio distorto del presente: per un'idea più chiara consigliamo la visione dell'episodio di Black Mirror Be right back.

s.g.

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