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Attualità | sabato 20 gennaio 2018, 08:04

Attenzione sciatori: per l'Arpa è di 3 il pericolo valanghe sulle montagne della Granda

Alle quote intermedie in corrispondenza di conche canali e nelle radure dei boschi sono presenti nuovi lastroni soffici che poggiano con scarsa aderenza sul manto nevoso preesistente

L'Arpa Piemonte, nella giornata di ieri (venerdì 19 gennaio) ha pubblicato il consueto bollettino valanghe, che vede sulle Alpi Cozie e Liguri, un generale grado di 2 e di 3, a seconda dell'altitudine delle zone interessate.

In tutti i settori i lastroni sono numerosi sui pendii ripidi in corrispondenza di colli, canali, creste e cambi di pendenza, in particolare alle quote comprese fra i 1800-2500m.

Sui settori di confine, in particolare da A.Cozie N a A. Lepontine, dove i venti sono stati accompagnati da nevicate, i lastroni presenti a tutte le esposizioni, sono di dimensioni e spessori maggiori e il distacco può avvenire al passaggio del singolo sciatore.

Sulle zone prealpine adiacenti e su A.Liguri gli accumuli sono più localizzati alle esposizioni sottovento (E-SE-S) e per il distacco di questi è necessario un sovraccarico progressivamente maggiore. Sono ancora possibili valanghe spontanee a lastroni, dai pendii ripidi/molto ripidi, generalmente di piccole o medie dimensioni in particolare sui settori di confine.

Sui settori prealpini e meridionali l'attività valanghiva spontanea si riduce gradualmente.

Per le attività in ambiente innevato è richiesta una buona capacità di valutazione locale del pericolo. A partire dalla serata di lunedì fino a mercoledì si sono verificate nuove nevicate dalle A. Cozie Sud alle A. Lepontine che sono proseguite fino a questa notte sui settori settentrionali e nord-occidentali di confine. Le nevicate sono state accompagnate da venti molto forti-tempestosi da nord nord-ovest che hanno reso difficoltosa la misura della neve fresca.

Oltre i 2000m di quota la nuova neve raggiungere i di 30-60cm sui settori settentrionali (con punte di 80-90cm in alta val Formazza) e 10-25cm su quelli occidentali. L’attività eolica ancora in atto dai quadranti occidentali rimaneggia la neve a debole coesione determinando una grande variabilità spaziale di spessore del manto nevoso con ampie zone erose fino al suolo in cresta e spessi accumuli in conche e canali.

L’intensa attività eolica che sta interessando tutti i settori alpini da martedì ha determinato una forte sublimazione ed erosione della neve sulle zone di cresta talvolta fino al terreno soprattutto alle esposizioni nord e ovest. Alle quote intermedie in corrispondenza di conche canali e nelle radure dei boschi sono presenti nuovi lastroni soffici che poggiano con scarsa aderenza sul manto nevoso preesistente.

Gli accumuli si possono trovare a tutte le esposizioni, tuttavia risultano più diffusi alle esposizioni e se risultano di spessore maggiore sui settori di confine dove le nevicate sono state maggiori. Localmente è stata segnalata la presenza di brina di superficie inglobata nel mantonevoso, sui pendii più riparati dal vento, che può costituire un insidioso strato debole.

r.t.

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