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Al Direttore | 22 gennaio 2018, 18:03

Colle di Tenda, la lettera di un nostro lettore: "Siamo tornati indietro di decenni":

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Gentile Direttore,

vorrei esprimere alcune considerazioni sulle comunicazioni relative al valico di Tenda.

Iniziamo con la galleria di valico, che per decenni ha garantito il doppio senso di marcia senza che si verificassero incidenti gravi. Poi si è iniziato con adeguamenti vari (anti-incendio, sicurezza e altri) per cui la careggiata si è ristretta e non era tale da consentire il doppio senso: tra l'altro tali innovazioni necessitano di continue manutenzioni con relative chiusure.

La storia penso sia conosciuta, con l'attuale blocco dei lavori del nuovo tunnel per il quale non si intravedono soluzioni a breve. Proseguire verso la riviera diventa un'odissea tra dossi esagerati (ma non esistono norme europee?), semafori vari, Alice e telelaser che continuano anche ritornando in Italia. Intendiamoci, i limiti vanno rispettati, anche perché si tratta di una strada pericolosa; ma tali limiti sono, a volte, ridicoli. Ora si è aggiunto un ulteriore semaforo tra Airole e Trucco: certo, i lavori e gli adeguamenti vanno eseguiti, ma si potrebbero coordinare meglio e ridurre i disagi.

Occorre considerare poi che, se nevica, dal lato francese non è garantita la circolabilità, soggetta inoltre a periodiche frane (come l'ultima a Breil) che rendono il viaggio un terno al lotto.

Passiamo alla ferrovia, attualmente chiusa per lavori. Anche qui la storia è infinita e ormai nausante.

Sul vostro giornale sono stati pubblicati alcuni articoli sui dissevizi recenti, inevitabili visto i contemporanei disastri della strada. Paragonare la linea a quelle di Tarvisio, Domodossola o anche Bardonecchia è fuorviante oltre che impossibile, perché quelle sono linee a doppio binario elettrificate con traffico internazionale e notevoli merci di transito, vista lo loro ubicazione.

La convenzione per l'esercizio è ferma da anni, le competenze sono molteplici per cui non se ne viene fuori. Il gestore della rete francese ha fatto sapere che la velocità rimarrà a 40 km/h anche dopo i lavori in corso e le coppie di treni resteranno le due attuali, pertanto il cittadino comune si chiede a cosa sono serviti questi lavori.

Certo, sono stati rifatti alcuni chilometri di tracciato, le reti paramassi, sistemi di sicurezza e manutenzioni varie. Per cui saranno necessari ulteriori lavori in parte pare finanziati dai francesi che sino a ora hanno fatto poco con nuova chiusura, insomma una storia infinita. Proprio la situazione della strada ha messo in evidenza l'importanza della ferrovia ma è inutile continuare a dirlo dopo innumerevoli convegni, riuonioni e dibattiti: un continuo rimpallo tra stati, regioni, gestori della rete e dei trasporti che non finisce mai.

Perché non si è cercato di coinvolgere l'Europa, da tutti evocata ma non cercata? Forse perché gli interessi sono altri o, nonostante le parole, frega poco.

Poi ricordiamoci che nel 2019 ci saranno le elezioni regionale e pertanto l'assessore va da tempo promettendo riaperture varie e aumenti di convogli senza nessuna certezza su tempi, modi e finanziamenti. Non possiamo tollerare l'evidente degrado delle comunicazioni tra Italia e Francia nelle nostre zone, siamo tornati indietro di decenni quando per altro ci si metteva di meno come percorrenze; la pazienza è finita, si pretendono fatti immediati.

Grazie,

lettera firmata

Al Direttore

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