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Attualità | 22 gennaio 2018, 19:03

Guardia medica pediatrica: a Fossano le mamme lanciano la proposta

Brizio: “Non prevista dal sistema nazionale, comprensibile desiderare la massima assistenza medica”

Guardia medica pediatrica: a Fossano le mamme lanciano la proposta

È nata nei giorni scorsi una campagna social partita da una mamma, Federica Caula, per sensibilizzare l’azienda ospedaliera per l’istituzione di un servizio di Guardia Medica Pediatrica per i pazienti di Fossano e dintorni.

Nata sui social il 14 gennaio scorso, la campagna con l’#gmpediatrica ha già riscosso notevole successo tra i genitori del fossanese, compresi quelli residenti in comuni limitrofi come Trinità e Sant’Albano Stura.

Partita da una riflessione sul servizio di Guardia Medica, Federica, mamma di un due bambini di 3 e 1 anno e mezzo, si è mossa per cercare informazioni e studiare casi analoghi in altre città italiane.

Non c'è mai stata e non ci sarà una Guardia Medica pediatrica – scrive Federica - Non ci sarà? E chi lo dice? E chi lo ha chiesto ai cittadini? Ma qualcuno ci ha mai chiesto se siamo d'accordo? Se eravamo d'accordo a vederci portare via il nostro ospedale? Bene! Io Voglio iniziare proprio da qui: voglio insieme a chi sarà concorde con me, chiedere con una raccolta firme una guardia medica pediatrica! Nei weekend, festivi e prefestivi. Perché è assurdo dover correre continuamente al pronto soccorso con bimbi malati anche con il rischio che si ammalino ancora di più. E come seconda cosa la garanzia di un assistenza fissa settimanale almeno notturna e per 6h diurna e nei festivi e prefestivi notturna. Questa è la richiesta, non mi sembra di chiedere troppo! Solo il giusto per così tanti cittadini! Abbiamo bisogno di un punto di Primo Soccorso! I pronto soccorso vicino a noi sono allo stremo delle forze e gli operatori del 118 anche. È ora di farci sentire!

Da questo post dello scorso 14 gennaio la proposta è diventata virale, sostenuta trasversalmente da molti gruppi cittadini, da associazioni, artisti, commercianti. Dal lancio dell’hashtag #gmpediatrica è cresciuto il consenso all’iniziativa e hanno superato il centinaio le persone che si sono rese disponibili a portare avanti l’istanza avviata da Federica Caula che nel frattempo ha programmato un incontro con il Sindaco Davide Sordella, cui seguirà un incontro pubblico lunedì 29 gennaio.

Considero le preoccupazioni di questi genitori condivisibili – ha detto il sindaco Sordella -. La questione della continuità assistenziale vale per tutti ed è chiaro che nel caso dei bambini più piccoli ci siano maggiori dubbi e sia un tema sensibile. Il problema esiste e dobbiamo approfondire cosa si può fare. Approfondiremo la questione per poter portare avanti richieste fattibili. Non è una competenza comunale, ma il nostro compito è quello di raccogliere le istanze dei cittadini ed esporle nelle giuste sedi”.

“Premetto che la "battaglia" che pare si stia sviluppando è basata su un diritto umano innegabile: fornire la migliore assistenza medica ai propri figli 24 ore su 24 – ha affermato il consigliere delle Cento Lampadine Enzo Brizio, delegato alla Sanità e soprattutto per decenni medico di famiglia specializzato proprio in pediatria -. Un conto però sono i diritti umani e un conto sono le leggi che interferiscono con essi: l'attività del pediatra di libera scelta è regolata da un contratto nazionale, al pari di quello dei medici di famiglia, che prevede prestazioni gratuite e prestazioni a pagamento”.

Per quanto riguarda l'orario di attività, i termini del servizio sono definiti molto chiaramente, ed essendo un contratto nazionale non è facoltà né dell'ASL né del Comune modificarne i contenuti, ha spiegato Brizio. Il pediatra è tenuto ad effettuare la sua attività in un ambulatorio aperto ai suoi pazienti cinque giorni alla settimana, con un orario stabilito da lui stesso. E' tenuto inoltre ad effettuare in giornata le visite domiciliari, se giudicate necessarie dal pediatra stesso, che siano state richieste entro le ore 10. Quelle richieste dopo tale ora devono essere effettuate entro le ore 12 del giorno successivo.

Vorrei a questo proposito chiarire un punto fondamentale: la visita domiciliare deve essere effettuata solamente se il pediatra la giudica necessaria, e non il genitore del bambino. È un punto importante, che spesso genera controversie, e che quasi sempre è affidato al senso del dovere e di responsabilità del pediatra stesso. Argomento complesso, che esula dal tema in questione” ha inoltre affermato Brizio.

Cosa accade al di fuori di questi orari? “Quando il pediatra non è tenuto a lavorare, e cioè tra le 20 e le 8 e nei festivi, il bambino è affidato al servizio di guardia medica, adesso denominato "Continuità assistenziale", proprio in quanto assicura la continuità delle cure anche nelle ore in cui il medico curante non è tenuto alle prestazioni. Esiste un servizio su tutto il territorio, affidato a medici che devono avere le competenze necessarie per assicurare una prestazione medica ad un adulto come ad un neonato, e che è regolamentato anch'esso da una normativa precisa, nazionale, non di competenza locale. In questo servizio non è prevista l'istituzione di una guardia medica pediatrica, che secondo il mio personale parere sarebbe oltremodo necessaria, ma che al momento è irrealizzabile: occorrerebbe intervenire a livello ministeriale e sollecitare una modifica del contratto, concordata tra Istituzioni e Sindacati medici; sinceramente trovo la questione molto difficile, anche tenendo conto che la figura del pediatra di libera scelta è una figura professionale presente solamente in Italia: istituire un ulteriore figura (la guardia medica pediatrica) comporterebbe la necessità di reperire i pediatri (e sono molto pochi) ed i fondi necessari (e sono ancora meno)” approfondisce.

In alcune zone è stata effettivamente istituita una guardia medica pediatrica (Torino, per iniziativa della Croce Rossa, o Roma, dove è attiva 24 ore su 24), ma essendo una prestazione libero-professionale che si affianca e non sostituisce quella del SSN, è una prestazione a pagamento da parte dell'assistito (nel territorio torinese, ad esempio, la visita domiciliare in orario notturno o festivo costa 90 euro). In Emilia Romagna, invece, un gruppo di mamme di Forlì ha ottenuto l’attivazione di un servizio gratuito di Guardia Medica Pediatrica attivo 16 ore al giorno.

Il punto di partenza non è solo per il desiderio di avere il medico a domicilio sempre, ma non ci sono solo i bambini sani, che si possono recare in uno studio medico o un pronto soccorso se si ammalano. A Fossano ci sono molti bambini con patologie anche gravi, immunodepressi, che non possono correre il rischio di entrare in un Pronto Soccorso ed entrare in contatto con molte altre malattie - ha detto Federica Caula -. Partendo da questo presupposto ho pensato di lanciare la proposta ad altri genitori ed è stata accolta con un seguito che non mi aspettavo”.

Agata Pagani

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