/ Cronaca

Cronaca | 22 gennaio 2018, 13:02

Tentata frode in commercio, il presidente del Consorzio di tutela del Barolo ha patteggiato 4 mesi

L’accusa era di non aver osservato il rigido disciplinare sulla produzione del vino

Tentata frode in commercio, il presidente del Consorzio di tutela del Barolo ha patteggiato 4 mesi

Il presidente del Consorzio di tutela del Barolo, Orlando Pecchenino ed il fratello Attilio hanno patteggiato 4 mesi di reclusione con la condizionale per tentata frode in commercio e falso. La sentenza è stata emessa dal gip del Tribunale di Asti. Ai produttori era stato contestato il processo di vinificazione di Nebbiolo da Barolo dell’annata 2015 fuori dalla zona di origine del vino stesso. Il Disciplinare del Barolo prevede regole molto rigide per le operazioni di vinificazione e invecchiamento, che devono essere fatte obbligatoriamente nella zona di origine delle uve.

I fratelli Pecchenino sono titolari un’azienda vitivinicola con vigneti e cantina a Dogliani, ma altresì proprietari di terreni e cantina proprio nella zona del Barolo, a Monforte. Dunque pochi chilometri di distanza che avrebbero fatto la differenza, tanto da configurare la frode in quanto “le operazioni di vinificazione delle uve nebbiolo da Barolo non erano state effettuate nel territorio tassativamente stabilito dal disciplinare di produzione", ma a Dogliani. Inoltre, "attestavano falsamente in atto pubblico che la vinificazione delle uve nebbiolo da Barolo avvenissero presso la cantina ubicata in Monforte d’Alba affinché il vino ottenuto potesse acquisire la denominazione Barolo Docg".

Resta comunque incontestabile la qualità dei vini prodotti e imbottigliati. Da qui la scelta di patteggiare onde poter ottenere il dissequestro delle bottiglie di Barolo Docg e di Langhe Nebbiolo Doc, che saranno regolarmente messe in commercio.



r.g.

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium