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Economia | 22 gennaio 2018, 18:46

Per CGIL aumenta il lavoro "mordi e fuggi": "servono investimenti per occupazione stabile"

Anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al considerevole utilizzo della cassa straordinaria rispetto al periodo pre-crisi

Immagine di repertorio

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“Nei primi undici mesi del 2017 in Italia si è generato solo  lavoro ‘mordi e fuggi’, a dimostrarlo le recenti rilevazioni dell’Inps: il dato relativo alla crescita delle cessazioni dei contratti a tempo determinato, pari al 24,2%, è pressoché identico a quello delle assunzioni 26%”.

Così la CGIL cuneese commenta i dati diffusi pochi giorni fa dall’Osservatorio Inps sul precariato.
Finiti o ridotti gli sgravi il lavoro cresce ma è più povero in termini di stabilità, più debole per durata e ore lavorate con una netta diminuzione di tempo indeterminato e aumento consequenziale di tempo determinato.

Anche i dati relativi alla riduzione delle ore di cassa integrazione vanno letti con attenzione, specie se si guarda al considerevole  utilizzo della cassa straordinaria rispetto al periodo pre-crisi. Altrettanto preoccupante la conferma dei dieci milioni di ore per la cassa ordinaria che da tempo continua a registrare questi numeri. Se si considera che i dati non tengono conto dell’utilizzo del Fondo Integrazione Salariale e del costante aumento delle domande di Naspi (+ 3,3%)- aggiungiamo - appare evidente che la situazione del sistema delle imprese è, pur in presenza di una congiuntura positiva, ancora molto difficile.

Riteniamo quindi necessario spostare il baricentro degli interventi sugli investimenti che possano generare occupazione, per noi è importante invertire la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro, che non favorisce la ripresa, anzi,  impedisce sia il rafforzamento della crescita in termini qualitativi che la riduzione delle disuguaglianze.

c.s.

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