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Attualità | 23 gennaio 2018, 10:32

Alba: conferenza sulla Storia dell'Omocausto non si farà in Comune, poco sostegno da parte dell'amministrazione Marello

Collettivo De-Generi promotore dell’iniziativa. “Dinamiche burocratiche che hanno l’odore di escamotage. Così facendo, l’amministrazione ha dato un segnale di disinteresse nel confronti del tema affrontato"

Francesco Bennardo

Francesco Bennardo

"Il Triangolo Rosa. La Storia dell’Omocausto" è il titolo dell’incontro, fissato per venerdì 26 gennaio alle ore 21 presso i locali dell’Asso di Coppe in Via Gioberti 7 ad Alba, promosso dal Collettivo De-Generi in collaborazione con l’Associazione ospitante e il collettivo Chiamatemi Ismaele, in occasione della Giornata della Memoria. L’incontro nasce con l’obiettivo di promuovere una riflessione comune e di analisi storica su uno dei temi meno noti delle barbarie nazifasciste: lo sterminio degli omosessuali.

Durante la lectio, tenuta dal professore Francesco Bennardo, docente presso il Liceo Artistico Gallizio, verrà approfondita la condizione della comunità LGBT in Germania prima e dopo la parentesi hitleriana sia le politiche persecutorie attuate dal Terzo Reich dal 1933 al 1945; uno spazio sarà riservato anche all’analisi della situazione italiana. 

L’appuntamento, promosso dal Collettivo De Generi, che opera nel territorio a favore dei diritti della comunità LGBTIQ, secondo lo stesso Collettivo, ha riscontrato, così come era già accaduto per il Pride Albese, il poco sostegno dell’amministrazione Marello. 

La questione si annoda sulla disponibilità dello spazio. L’appuntamento si sarebbe dovuto svolgere nella Sala Resistenza del Comune. 

Riferiscono dal Collettivo De-Generi: ”Dopo aver prenotato la sala per tempo, abbiamo dovuto constatare quanto sia ostico, e discrezionale, il meccanismo di assegnazione degli spazi comunali. L’iniziale disponibilità della sala è stata messa in discussione negli ultimi giorni a forza di rinvii, incertezze e mancata disponibilità per l’apertura di uno spazio: dinamiche burocratiche che hanno l’odore di escamotage. Crediamo che così facendo, l’amministrazione abbia dato un segnale di disinteresse nel confronti del tema affrontato. Tale negazione del ricordo, che avrebbe dovuto essere celebrata in un luogo pubblico e istituzionale, mostra nuovamente il tentativo dell’amministrazione di prendere le distanze dalla comunità LGBTIQ senza dimostrare il coraggio di rifiutare gli spazi in modo diretto”.

Manuela Anfosso

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