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Attualità | martedì 23 gennaio 2018, 20:13

Contesto, offerta e sostegno: a Cuneo si programmano gli stati generali delle politiche giovanili

Sabato 10 marzo si terrà la prima assemblea al cinema Monviso; una conferenza innovativa, nella quale relatori e ragazzi dialogheranno anche attraverso un’applicazione dedicata

Politiche giovanili secondo l’amministrazione comunale di Cuneo: è stato questo l’argomento della commissione consiliare di questa sera.

Tema importante della campagna elettorale di Federico Borgna, l’inserimento dei giovani nella comunità ha visto nella figura del consigliere Simone Priola il coordinatore.  

Ma cosa significa fare politica per i giovani? “Il primo passo è coinvolgere la fascia di giovani che rimane fuori dalle politiche attive della comunità. Per farlo è giusto partire - ha sottolineato Priola - dalla creazione di un contesto che invogli all’esperienza partecipativa e al perseguimento di interessi e talenti. Un contesto così si crea solo con lo sforzo collettivo delle realtà coinvolte e senza il controllo totale dell’amministrazione comunale: Cuneo è una città vissuta da tanti giovani non residenti.”  

“Il secondo passo - ha proseguito Priola- riguarda il creare ragioni valide per cui i giovani debbano partecipare alla vita comunitaria. Bisogna cogliere le opportunità che esistono e metterle a sistema per provare a orientare i giovani nei vari percorsi di crescita. Passo conclusivo il sostegno e l’accompagnamento dell’amministrazione, che non dovrà mai mancare.”  

La prima giornata degli stati generali si terrà sabato 10 marzo al cinema Monviso e riguarderà soprattuto il primo degli step progettuali.  

Sarà una conferenza composita in cui diversi relatori porteranno le proprie esperienze personali: “Un momento di avvio che verrà poi sviluppato in un Piano Giovani del Territorio, divendo i ragazzi per fasce di età”, ha concluso Priola in accordo con l’assessore Domenico Giraudo.

La conferenza non sarà frontale ma interattiva. Verrà realizzata apposta un’applicazione tramite la quale i ragazzi, a seguito dei brevi interventi dei relatori, potranno comunicare con loro.  

“Credo si debba iniziare a dire alla cittadinanza quali sono gli indirizzi dell’amministrazione sulle politiche giovanili, definirli in modo concreto - ha detto Nello Fierro - . Penso che i ragazzi “difficili” non siano da affidare alle forze dell’ordine ma necessitino di risposte”.

D’accordo il consigliere Priola: “Allargare il bacino a cui ci si deve riferire è una mossa che va in questo senso: lavorare per il futuro della nostra comunità è un lavoro lungo, che poggia sugli sforzi di tutte le generazioni.”  

“Non è vero che i giovani non patecipano alle attività comunitarie - ha detto il consigliere Ugo Sturlese, il meno convinto tra i presenti - , ma servono proposte chiare e che siano legate all’identità della comunità per creare aggrazione, e metodi di confronto più diretti di un’applicazione.”

Simone Giraudi

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