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Cronaca | 23 gennaio 2018, 15:30

Ex sindaco di Brondello a processo, il pm chiede la condanna per turbativa d’asta e l’assoluzione per le altre accuse

Per la difesa “una vicenda dai contorni surreali”. Sentenza il 6 febbraio

Ex sindaco di Brondello a processo, il pm chiede la condanna per turbativa d’asta e l’assoluzione per le altre accuse

E’ alle battute finali il processo che verte intorno ad un’annosa diatriba nata per una porzione di terreno di proprietà comunale che un abitante di Brondello aveva utilizzato fin dagli anni Novanta senza “nessun corrispettivo”, sulla base di accordi verbali presi con il precedente sindaco.

Oggi il pm Marinella Pittaluga ha chiesto l’assoluzione per le accuse di falso ideologico, abuso d'ufficio e violazione di domicilio mosse contro Dora Perotto ex sindaco di Brondello (attualmente assessore comunale) e la condanna per turbativa d’asta.

Il sostituto procuratore ha inoltre chiesto il proscioglimento per l’altro imputato Gian Piero Biancotto, geometra e consulente del Comune, accusato di falso.

Nel 2011 il consiglio comunale approvò a maggioranza il mandato per la vendita del terreno con trattativa privata, ma subito dopo R.M. chiese che fosse modificata la destinazione in terreno edificabile, perché voleva ampliare la casa. In seguito fu approvata la variante, ma nel frattempo si era fatto avanti anche un’altra persona interessata, il compaesano E. G..

A quel punto il sindaco decise di indire un’asta pubblica. Da qui ne sarebbero conseguite le due presunte violazioni di domicilio del primo cittadino, nel marzo 2014 per aprire un passaggio fra la proprietà del M. e quella comunale, e nel maggio 2014, per liberare il sito dagli oggetti che lo ingombravano.

Una vicenda dai contorni surreali”, per Flavio Manavella, difensore dell’ex sindaco, che ha ripercorso i fatti contestati, “questioni di ripicche fra i due paesani M. e G.”: “Dora Perotto fece quello che doveva fare, ovvero indire un’asta pubblica, e non una trattativa privata come richiesto da M.. Tutelando così gli interessi pubblici in un paese di 290 abitanti, a fronte di un privato che ha voluto salvaguardare in modo discutile i suoi affari con costi notevoli per il Comune”.

Il Comune di Brondello, costituito parte civile con l’avvocato Flavio Gazzi, ha chiesto il risarcimento dei danni d’immagine derivato dalla “lesa fiducia che la popolazione dovrebbe avere nei confronti degli amministratori pubblici, posto che ci sia stato reato”.

Secondo l’avvocato Andrea Marras, legale dell’altra parte civile R. M., l’accusa ha commesso l’errore di “considerare le condotte dell’ex sindaco isolatamente e non come facenti parte di una condotta unitaria” volta a “coartare la volontà di M.”, che ha chiesto un risarcimento di 5 mila euro, non solo per le spese sostenute per il muro e la recinzione, ma anche per le “sofferenze patite”.

Per l’avvocato Luca Martino il geometra Biancotto, che redasse le stime degli immobili da mandare all’asta, ebbe un ruolo marginale, ma attribuì ai beni il giusto valore.

Repliche delle parti e sentenza rinviati il 6 febbraio.

Monica Bruna

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