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Attualità | 24 gennaio 2018, 15:44

Le celebrazioni per il Giorno della Memoria a Ceva

Incontri con studenti e cittadinanza

Immagine di repertorio

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Venerdì 26 gennaio l’Amministrazione Comunale di Ceva incontra, come di consueto, gli istituti scolastici cittadini per celebrare il Giorno della Memoria. Organizzato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo e la Fondazione Giorgio Perlasca, gli studenti assisteranno alla proiezione del documentario “Il silenzio del Giusto”, realizzato dalla Fondazione Giorgio Perlasca. A seguito dell’intervento del Sindaco Alfredo Vizio, introdurranno l’argomento il direttore dell’Istituto Storico prof. Michele Calandri e l’Assessore alla Cultura Mara Garelli.

Alle ore 21.00 presso la Biblioteca Civica “ A.Bertrand” la proiezione sarà dedicata alla popolazione cebana, con intervento del prof. Gigi Garelli. Ai ragazzi verrà presentato il tema dei “Giusti tra le Nazioni”: la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo. Tornato in Italia dopo la guerra, non racconta la sua storia a nessuno, nemmeno in famiglia, semplicemente perché riteneva d’aver fatto il proprio dovere, nulla di più e nulla di meno.

Il destino decise che la storia di Giorgio Perlasca venisse conosciuta e ora il suo nome si trova a Gerusalemme, tra i Giusti fra le Nazioni, e un albero a suo ricordo è piantato sulle colline che circondano il Museo dello Yad Vashem.

La storia di Giorgio Perlasca dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico. Verrà inoltre illustrata l’iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig “le Pietre d’Inciampo”: un’installazione artistica nata per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città d’Europa, una memoria dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Nel selciato stradale delle città, davanti alle abitazioni dalle quali sono stati deportati, vengono inseriti dei blocchi in pietra grandi come un sampietrino, con sopra una piastra in ottone sulla quale sono incisi il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. Questo tipo di informazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero…

"Le pietre d’inciampo? Sono piccole lapidi che ricordano chi non ha una tomba". Liliana Segre neo senatrice della Repubblica.

c.s.

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