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Politica | 24 gennaio 2018, 16:30

Salta il banco delle candidature nel centrodestra cuneese

Alberto Cirio difficilmente sarà candidato alle politiche. Berlusconi lo vuole alla presidenza della Regione Piemonte nel 2019. La Lega alza il prezzo? Costa passa al Senato? Rientra in gioco Rabino? New entry da Forza Italia? Tanti gli scenari possibili a pochi giorni dalla chiusura delle liste

Salta il banco delle candidature nel centrodestra cuneese

Che questo sistema elettorale potesse riservare sorprese in dirittura d’arrivo era nell’aria. E infatti non mancano e forse non saranno le ultime. Quella che sembrava essere “la certezza” – cioè la candidatura dell’europarlamentare albese Alberto Cirio al Senato – è saltata perché il Cavaliere vuole disporre diversamente.

Silvio Berlusconi ha spiegato al coordinatore regionale di Forza Italia, Gilberto Pichetto, che Cirio deve rimanere dov’è visto che per lui, nel 2019, è in predicato la candidatura alla presidenza della Regione Piemonte. Se l’eurodeputato fosse stato eletto a Palazzo Madama, tra un anno e mezzo avrebbe dovuto dimettersi per affrontare la corsa alle regionali e la Granda avrebbe dovuto ritornare alle urne per eleggere il successore. Eventualità, questa, che non è piaciuta a Berlusconi il quale ha temuto che i cittadini-elettori non avrebbero capito così tanti repentini passaggi: Bruxelles/Roma/Torino.

A Cuneo la notizia dell’esclusione di Cirio dalla corsa alle politiche è arrivata come un fulmine a ciel sereno.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia Maurizio Paoletti si limita ad un “non mi risulta”, ma la notizia viene confermata sia da Torino che da Roma. Che cosa succederà a questo punto, visto che il banco delle candidature del centrodestra è saltato e, di fatto, azzerato? Il ventaglio di scenari che si apre, a questo punto, lascia spazio alle congetture più fantasiose. Vediamo di ipotizzarne alcune.

La Lega aumenta il prezzo e chiede, oltre al collegio camerale di Cuneo, anche quello di Alba. In questo caso Enrico Costa potrebbe essere spostato sul Senato. Ma è pensabile che Forza Italia, già privata del suo più autorevole esponente, accetti di restare a bocca asciutta nel Cuneese, accontentandosi del listino proporzionale?

Se poi entrasse in gioco l’albese Mariano Rabino gli azzurri si troverebbero di fronte davvero a mala partita, anche se l’eventualità – considerati i rumors amministrativi su Alba – potrebbe non dispiacere più di tanto all’eurodeputato che nelle Langhe ha il cuore del suo feudo elettorale.

Potrebbe esserci, tra le altre, l’opzione Franco Graglia, consigliere regionale e fedelissimo di Cirio, al Senato. Qualora l’ex sindaco di Cervere arrivasse ad indossare il laticlavio, dovrebbe però lasciare il posto a Palazzo Lascaris al primo escluso, Roberto Russo, oggi accasato con “Energie per l’Italia” di Stefano Parisi.

Tra i nomi più accreditati per un’eventuale candidatura azzurra, sia essa al Senato, sia essa sul collegio della Camera di Alba-Mondovì, c’è il sindaco di Priocca, Marco Perosino, ex Dc di lungo corso e consigliere provinciale di comprovata esperienza amministrativa. Ma anche il neo commissario azzurro, Maurizio Paoletti, potrebbe entrare in gioco, a maggior ragione se si trattasse dell’altro collegio camerale, il Cuneo-Saluzzo. Boves, cittadina di cui è sindaco, ha meno di 20 mila abitanti: non si porrebbe quindi  il problema dell’incompatibilità tra i ruoli.

Paoletti è arrivato da poco, ma è personaggio che, nell’arco dei primi mesi, ha già dimostrato di saper padroneggiare la politica con una certa qual competenza.

Cirio non conferma né smentisce quanto sta succedendo in queste ore e nemmeno rilascia dichiarazioni ufficiali. Dal suo staff arriva però questa nota interlocutoria: “Le cose sono ancora in itinere. Ad Arcore stanno riflettendo con lui su quale possa essere il percorso migliore. Perché è evidente che, se la prospettiva futura fosse quella della presidenza della Regione, allora restare in Europa sarebbe più funzionale, sia per mantenere l’operatività su tutto il territorio piemontese, e non solo sul bacino locale cuneese, sia per evitare di mandare nuovamente al voto un intero collegio tra poco più di un anno.

Giampaolo Testa

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