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Scuole e corsi | 24 gennaio 2018, 12:14

Primo Levi inagibile: i dubbi dei genitori e le prospettive della primaria di Fossano

Lunedì 22 gennaio incontro con i genitori degli attuali studenti e delle future prime

Primo Levi inagibile: i dubbi dei genitori e le prospettive della primaria di Fossano

Scadranno il 6 febbraio le iscrizioni alle scuole primarie e in questo periodo dell’anno i genitori dei piccoli scolari sono alle prese con una scelta che condizionerà i propri figli per i cinque anni successivi.

Nell’economia degli elementi da mettere sul piatto della bilancia, quest’anno, c’è una variabile in più. Gli alunni della Primo Levi, dichiarata inagibile per permettere di eseguire i lavori di straordinaria manutenzione dopo gli episodi di sfogliamento dell’intonaco delle scorse settimane, sono ora ospiti di tre sedi distinte, quattro se si conta che le lezioni del martedì pomeriggio per le 5° ospitate al CAP si svolgono alla scuola dell’infanzia Rodari, dove ii ragazzi consumano anche i pasti.

In questi giorni sono stati interessati il Prefetto di Cuneo e la segreteria del Ministro della Difesa Roberta Pinotti per individuare la miglior strategia per ottenere l’utilizzo di una parte di edifici della Caserma Dalla Chiesa.

Quali sono le perplessità dei genitori? Innanzitutto il dubbio che lacera alcune famiglia è quella di aver in qualche modo messo in pericolo i propri figli. La repentinità della chiusura della scuola ha infatti sollevato il dubbio che la situazione fosse di pericolo: “La scuola non è stata chiusa per problemi strutturali, ma a fronte dei continui interventi resi necessari i bambini avrebbero dovuto recarsi a scuola in un cantiere con disagi, polvere e pericoli. Dovendo intervenire per risolvere il problema delle pignatte abbiamo deciso di utilizzare il massimo criterio di prevenzione possibile cogliendo l’occasione per avviare una procedura di messa a norma antisismica prevista per il 2021” ha spiegato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Paglialonga.

Un altro elemento che lascia perplessi i genitori, molti dei quali obiettori di coscienza, è la possibile promiscuità con il personale militare in caserma e la presenza di armi. “Tutti questi elementi sono stati valutati – ha spiegato l’assessore alla Scuola Simonetta Bogliotti -. I bambini entrerebbero in caserma da un accesso secondario con il pullman su cui ci saranno anche le insegnanti. Saranno fatti scendere davanti alla palazzina che sarebbe utilizzata solo da loro. L’unico posto in cui potranno incontrare i militari sarà nel locale mensa, dove sarebbe riservata loro una parte in un locale che può ospitare 1500 persone”.

E se il Ministero non darà l’autorizzazione? Il vicesindaco Paglialonga pare fiducioso nell’esito positivo della richiesta, che ha un precedente in Italia, a Foligno, dopo il terremoto, ma sarebbe comunque disponibile il piano B: “La situazione del momento potrebbe in ogni caso proseguire. Vogliamo però una scuola che sia unita, dove i bambini possano svolgere le loro attività come la comunità che effettivamente sono”.

Se e non appena arriverà l’autorizzazione per l’utilizzo della Caserma Dalla Chiesa saranno messi a disposizione degli alunni dei pullman su cui saliranno per classe accompagnati dalla stessa insegnante. Lo stesso percorso sarà attivato anche al ritorno in tutti gli orari previsti dall’offerta formativa.

Ora gli iscritti alla futura prima sono 17 e consentirebbero di far partire una sezione. La richiesta è soprattutto per il tempo normale, ma ci sono anche domande per il tempo lungo: "C'è tempo fino al 6 febbraio per iscrivere i bambini alla Primo Levi e fino ad allora è ancora possibile cambiare qualora si fossero prese decisioni diverse" ha detto la dirigente Patrizia Dalmasso.

Agata Pagani

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