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Attualità | 31 gennaio 2018, 12:19

"Ha fatto clamore la parola operai": Mauro Gola risponde alle polemiche sulla lettera aperta alle famiglie degli studenti

Il numero uno di Confindustria Cuneo è soddisfatto di aver aperto un dibattito su tutto il territorio nazionale: "Abbiamo riacceso il faro sul problema del lavoro, dando comunicazione di dati oggettivi"

Mauro Gola

Mauro Gola

“La lettera alle famiglie cuneesi che si apprestano ad iscrivere i propri figli alle scuole superiori è stata un grande successo. Abbiamo riacceso il faro sul problema del lavoro, dando comunicazione di dati oggettivi. È una lettera rispettosa, improntata alla responsabilità che lascia a tutti la massima liberta. L'ho scritta con il cuore mettendo nero su bianco quali sono, oggi, le necessità del nostro territorio”.

Il presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola risponde così alle polemiche che l'hanno visto citato su giornali e tv nazionali per aver indicato ai giovani la strada professionale di operai e tecnici specializzati.

“Non ho mai detto che per lavorare non si deve studiare – commenta il numero uno di Confindustria Cuneo -. La lettera che ho scritto è addirittura banale nel suo ragionamento. Noi imprenditori abbiamo a cuore il territorio in cui viviamo e lavoriamo. Per questo non ho fatto altro che segnalare a genitori e studenti quali sono le esigenze delle aziende in Granda. Dire che abbiamo bisogno di operai e tecnici specializzati è oggettivo e non si può interpretare diversamente. Non vi è nessuna discriminazione”.

Perchè allora le parole di Gola hanno fatto così tanto clamore? Forse perchè la scelta della scuola superiore equivale a delineare la propria vita, a immaginare il proprio futuro. Si deve scegliere in base alle proprie ambizioni o alla possibilità di trovare un lavoro? Testa o cuore?

“Ha fatto clamore la parola operai - continua Gola -: quasi come fosse un titolo spregiativo, connotato da mancanza di ambizione. Il ruolo dell'operaio oggi è molto cambiato. Sono addetti alle macchine e tecnici specializzati che poi esportiamo all'estero. Le scuole tecniche troppo spesso sono considerate di rango inferiore. Il talento della manualità deve essere esaltato e non disprezzato”.

“Le mie sono semplici affermazioni di buon senso che non toccano la libertà di espressione delle persone – dichiara il presidente di Confindustria Cuneo -. Nessuno si vuole sostituire a nessuno. Abbiamo messo giovani e famiglie a conoscenza dei dati, poi ognuno faccia il meglio che crede”.

E anzi rimarca di aver ricevuto tante attestazioni di stima da tutta Italia: “Gli imprenditori hanno capito. Abbiamo aperto un dibattito che fortunatamente si è esteso sul territorio nazionale. Lo sa che mi hanno anche chiamato dei giovani per ringraziarmi?”

 

cristina mazzariello

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