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In&Out | domenica 04 febbraio 2018, 07:45

La "rinascita" di Francesco Arcobelli: da Costigliole Saluzzo a Edimburgo con il sogno di un coffee-shop

"L'impatto è stato abbastanza duro e difficile da superare. La mia fortuna è stata quella di incontrare la mia attuale compagna, con la quale ho avuto anche un figlio l'anno scorso"

Francesco Arcobelli

Francesco Arcobelli

Senza timore di sbagliare si può dire che il rapporto tra i giovani e il lavoro sia l’argomento di questa prima settimana del febbraio 2018, con la rilevanza che le parole di Mauro Gola (presidente di Confindustria) hanno avuto su praticamente tutti i mezzi d’informazione del nostro paese.

La ricerca di un lavoro, del PROPRIO lavoro, e l’insoddisfazione che nasce dal non riuscire ad afferrarlo sono anche motore (in un modo o nell’altro) di tutti i nostri appuntamenti di “In&Out”. 

E quello di questa settimana, con protagonista Francesco Arcobelli (che da Costigliole Saluzzo è andato a vivere e lavorare a Edimburgo, in Scozia) non fa di certo eccezione.

 

- Ciao Francesco. Dicci: perché proprio la Scozia, per partire con la tua nuova vita?

Diciamo che non è stata una vera e propria scelta. La Scozia era il luogo dove si trovava, da alcuni mesi, un carissimo amico. Devo dire grazie a lui per avermi ospitato nelle prime settimane della mia permanenza e per avermi dato una grossa mano ad ambientarmi nella città. Per la situazione in cui mi trovavo precedentemente, qualsiasi Paese europeo mi sarebbe andato bene ma col tempo ho capito di essere approdato nel posto giusto.

- Come ti sei trovato a crearti una tua quotidianità a Edimburgo? Ti ha aiutato, in qualche modo, il tuo lavoro?

Senza dubbio il mio lavoro da chef mi ha aiutato ad inserirmi nel contesto sociale e lavorativo della città, poiché ho avuto a che fare da subito con un ambiente lavorativo multiculturale, quindi a confrontarmi con ragazzi provenienti da ogni parte d'Europa e del Mondo. La città stessa offre poi una vasta scelta di attività da svolgere nel tempo libero, dagli eventi culturali a quelli sportivi,  anche se la vera anima della città è il turismo e tutte le attività annesse.

E' una città turistica 365 giorni all'anno (la seconda città più visitata nel Regno Unito dopo Londra) e il suo più grosso evento culturale, il Festival Internazionale del Cinema & del Teatro (si tiene ogni anno nel mese di agosto) richiama milioni di spettatori e migliaia di artisti (inclusa la provincia di Cuneo) da ogni parte del mondo.

- L'impatto di passare dalla provincia Granda alla Scozia non deve essere stato semplice da gestire. Hai qualche aneddoto in merito?

L'impatto è stato abbastanza duro e difficile da superare. Nei primi mesi ho pensato più volte di tornare in Provincia poichè non riuscivo ad accettare il cambiamento che, per mia scelta, stavo affrontando. Poi, con il tempo, tutto si supera, l'importante è non rimanere chiusi in se stessi o soffrire di solitudine. La mia fortuna è stata quella di incontrare la mia attuale compagna, con la quale ho avuto anche un figlio l'anno scorso, il piccolo John Gabriel. 

Parlando di impatto pratico, il freddo è stato un grosso problema. Pensi che all'inizio della mia permanenza il mio abbigliamento prevedeva due paia di pantaloni, due paia di calze, due felpe piu' giaccone invernale, sciarpone, cuffia. Se ci penso ora mi viene da ridere, ma allora pativo veramente il clima rigido e ventoso.

- Vuoi parlarci un po' del tuo progetto di aprire un coffee shop?

Si, certamente. Questo è un progetto che è chiuso nel cassetto da parecchi anni e che spero di tirare fuori molto presto. L'idea che voglio realizzare è quella di aprire un modesto bar "qui chiamato Cafe o Coffee Shop" proponendo alcuni piatti della mia terra, come il Vitello Tonnato, le Acciughe al Verde o i Peperoni con Bagna Cauda, rivisitati ovviamente in chiave "british" realizzando un locale originale dal punto di vista culinario ma offrendo una solida qualità sia nel cibo che nelle bevande, dando risalto anche alla Caffetteria (qui trovare un buon espresso è cosa rara).

Purtroppo in Italia non mi è mai stata data l'occasione di aprire un'attività ma qui nel Regno Unito da un piccolo sogno può diventare una concreta realtà.

s.g.

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