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Attualità | 11 febbraio 2018, 10:33

Cinque mesi di scarico di lavoro all'Alstom di Savigliano, si va verso la cassa integrazione

Intanto le organizzazioni sindacali stanno attendendo che Alstom li convochi per provare a rinnovare il Premio di Risultato dopo il mancato accordo degli ultimi incontri

Cinque mesi di scarico di lavoro all'Alstom di Savigliano, si va verso la cassa integrazione

Abbiamo parlato nei giorni scorsi dei carichi di lavoro allo stabilimento Alstom di via Ottavio Moreno a Savigliano, azienda leader nella produzione di mezzi di trasporto su rotaia: tra tutti spicca la commessa dei cinque pendolini commissionati da Ntv Italo, gruppo passato questa settimana nelle mani americane della Gip (Global Infrastructure Partner) con un’operazione da 2 miliardi.

Il pacchetto va ad aggiungersi ai 12 treni commissionati dal gruppo Ntv e di cui Alstom ha curato - e sta curando - progettazione e produzione. L’ultimazione per questa commessa è prevista per il mese di marzo, in linea con i tempi previsti e annunciati durante la presentazione della “prima carrozza” di questo treno all’avanguardia, avvenuta a dicembre 2016.

Oltre ai treni Ntv tra le commesse dell’Alstom di Savigliano ci sono i 27 treni regionali “Jazz” e 150 treni “Pop” commissionati da Trenitalia e 252 carrozze per l’americana Amtrak.

Nonostante questo, durante l’aggiornamento del 6 febbraio tra rappresentanze sindacali dello stabilimento e direzione aziendale sono state evidenziate alcune possibili fasi di “stanca” previste per quest’anno, già emerse durante gli ultimi incontri del 2017.

“Il battente produttivo prevede uno scarico di produzione nei prossimi mesi” – spiega Paolo Giordanengo Rsu Uilm Alstom Savigliano – “Il periodo critico individuato va da aprile ad agosto con la piena ripresa lavorativa da settembre.”

Questi cinque mesi di scarico di lavoro verranno gestiti con ogni probabilità con il ricorso ad ammortizzatori sociali: la cassa integrazione ordinaria dovrebbe riguardare oltre a tutto il reparto produttivo anche i servizi connessi (magazzini, qualità, testing ecc…).

“La procedura sindacale prevede che venga comunicato alle organizzazioni sindacali 25 giorni prima della messa in cassa” – continua Giordanengo – “Questo al fine di verificare le modalità di utilizzo della Cigo”.

Intanto le organizzazioni sindacali stanno attendendo che Alstom li convochi per provare a rinnovare il Premio di Risultato dopo il mancato accordo degli ultimi incontri.

“Visti gli ottimi risultati economici ottenuti se non si arriverà ad un accordo il sindacato metterà in campo nuove forme di lotta” – conclude Giordanengo.

FUSIONE SIEMENS-ALSTOM

Tra i punti su cui è mancato l'accordo c'è anche l'operazione che porterà la multinazionale francese a fondersi con la tedesca Siemens al fine di creare un colosso ferroviario europeo. I sindacati nei mesi scorsi hanno chiesto garanzie occupazionali sugli altri stati europei e non solo sugli stati dove sono presenti le sedi legali dei due colossi (Francia e Germania). Durante l'ultimo consiglio europeo sul lavoro di Alstom, il comitato aziendale europeo ha spiegato come: "la fusione genererà una buona situazione finanziaria alla nuova società ma non fornirà garanzie paragonabili a quelle concesse a Germania e Francia , lasciando quindi ai dipendenti fuori da quell'accordo un livello più elevato di incertezza riguardo al loro futuro." Il comitato ha quindi: "richiesto garanzie analoghe per i paesi non coperti da questo accordo di sicurezza (Italia, Spagna, Polonia, Svizzera, ecc.)" consigliando "di fornire garanzie sociali volte a ridurre I' elevata incertezza tra i dipendenti".

 

Daniele Caponnetto

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