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Attualità | 12 febbraio 2018, 11:05

Fusione Valmala-Busca, Brossasco non ci sta: “pronti a discutere un progetto di fusione più logico e razionale, nell’interesse dei cittadini”

Missiva della Giunta comunale, che non vede di buon occhio la possibilità di fusione tra i due Comuni, “ad oltre 20 chilometri di distanza e con una storia totalmente diversa”

Il Santuario di Valmala durante la stagione invernale

Il Santuario di Valmala durante la stagione invernale

Dal Comune di Brossasco, in Val Varaita, giunge la prima reazione “politica” alla paventata ipotesi di fusione tra Valmala e Busca, di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi.

La Giunta comunale, composta dal sindaco Paolo Amorisco, dal vice Roberto Bono e dall’assessore Patrick Ribodetti, definisce (in una nota diffusa alla stampa locale) la notizia “un fulmine a ciel sereno”, aprendo poi ad una serie di riflessioni, essendo Brossasco “il Comune più grande e vicino geograficamente a Valmala”.

“Per quale motivo Valmala decide di fondersi con Busca, un Comune il cui centro è a oltre 20 chilometri di distanza e con una storia totalmente diversa?” si chiede la Giunta brossaschese, secondo la quale “logica e buon senso consiglierebbero di unirsi con comuni limitrofi e simili per storia, tradizione e problematiche”.

Alla base, quindi, motivazioni legate a differenze storiche, ma non solo: si fa riferimento, infatti, anche alla conformazione geografica del territorio, “montano per Valmala, pianeggiante per Busca” ed alle caratteristiche demografiche (“Valmala ha circa 50 abitanti, Busca 10mila”).

“Chiunque analizzi questi pochi dati – continua la Giunta - può facilmente comprendere quanto sia molto difficile parlare di fusione in questo caso, ma bensì di ‘colonizzazione’, con buona pace di chi pensa che Valmala sarà equamente rappresentata. Vivere nelle nostre valli diventa sempre più difficile, e queste scelte lo rendono ancora di più.

Amorisco, Bono e Ribodetti non nascondono che “il futuro sia verso la scomparsa dei microcomuni”, com’è “già chiaro da tempo” ma non si trovano d’accordo qualora “siano usati per fare cassa per comuni più grandi”: “cancellando dalla storia un comune di 50 abitanti, un comune di 10mila abitanti può guadagnare 11 milioni di euro” scrivono.

La lettera dell’esecutivo comunale tocca anche l’aspetto relativo alla rappresentanza in seno all’Unione montana Valle Varaita, l’Ente presieduto da Silvano Dovetta, sindaco di Venasca.

“‘Colonizzando’ Valmala – asseriscono - nel breve periodo Busca potrebbe anche avere accesso a questo Ente, di per sé nato, come dice la parola, per supportare i Comuni montani.

I già scarsi fondi di questo ente verrebbero divisi anche con Busca, penalizzando ulteriormente i Comuni montani. Anche se i contributi per le fusioni di Comuni fanno gola, non bisogna dimenticare che le Amministrazioni devono lavorare nell’interesse della popolazione. Speriamo che il sindaco di Valmala abbia valutato tutti questi aspetti”.

Poi, in ultimo, la missiva partita da Brossasco riserva una proposta: “siamo disponibili a discutere un progetto di fusione più logico e razionale, nell’interesse dei cittadini e non con l’unico scopo di arricchire il Comune di Busca”.

Nicolò Bertola

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