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Attualità | lunedì 12 febbraio 2018, 08:30

Nella centrale del 112 di Saluzzo per scoprire il funzionamento del NUE, numero unico per le emergenze (FOTO)

Siamo stati nei locali di via Volontari del soccorso, dove quotidianamente gli operatori rispondono alle richieste di aiuto provenienti dalle provincie di Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli

La centrale unica di risposta del 112 di Saluzzo

Ha suscitato curiosità ed interesse, ieri (domenica) a Saluzzo, la Giornata europea per il numero unico 112, il riferimento da chiamare in caso di emergenza, di qualunque tipologia.

La centrale unica di risposta di via Volontari del soccorso ha aperto le porte alla cittadinanza per far capire i meccanismi di funzionamento interno di quello che è il primo ente di risposta ad interfacciarsi con l’utenza.

Targatocn, già nella giornata di sabato, aveva già pubblicato un report con i dati dei primi 11 mesi di attività del 2017 (le centrale era entrata in funzione il 31 gennaio dell’anno scorso).

Tuttavia, siamo comunque stati, nella mattinata di ieri, nella centrale unica di risposta, dove ad accoglierci c’è stato il responsabile, Walter Occelli.

Con lui è stato possibile analizzare alcuni numeri in più, oltre a quelli relativi alle chiamate ricevute.

Nella centrale di Saluzzo, che risponde al bacino d’utenza delle provincie di Cuneo, Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, ruotano 37 operatori, divisi su tre turni e rispettivamente 7 al mattino, 7 al pomeriggio e 4 la notte. Gli orari sono però sfalsati, in modo tale che buona parte del turno notturno sia coperto da più di 4 persone.

Presente 24 ore su 24 un capoturno, che ha il costante polso della situazione ed è l’unica figura che può interfacciarsi con le altre centrali operative.

Sugli schermi della centrale Occelli ci illustra i dati delle ultime 24 ore (all’incirca dalle 10 di sabato 10 febbraio alle 10 di domenica 11), durante le quali la centrale di risposta ha gestito 1910 chiamate, di cui 1269 inoltrate alle centrali operative di competenza (emergenza sanitaria, Vigili del fuoco, Forze dell’ordine) e 641 archiviate.

Abbiamo un picco di chiamate in entrata alle ore 18 circa – spiega Occelli – con un calo di attività intorno alle cinque del mattino. In settimana questo calo si registra intorno all’una di notte, mentre durante il week-end il flusso di chiamate in entrata continua a rimanere sostenuto più a lungo”.

I turni degli operatori sono di otto ore, “con 15 minuti di pausa ogni due ore”. Durante ogni turno, la media di chiamate gestite da ogni operatore varia dalle 80 alle 120.

La centrale è dotata di un doppio centralino, che garantisce un’operatività anche in caso di un guasto improvviso. Nell’eventualità, come successo ad agosto del 2017, di un crash delle linee Telecom, c’è la possibilità di effettuare un “back-up” sulla centrale di risposta di Grugliasco.

Esattamente quello che è successo il 12 agosto – continua Occelli – quando le linee Telecom sono andate fuori uso. Dopo una prima fase di crash generalizzato, il guasto è perdurato sul torinese, mentre la nostra centrale era invece nuovamente operativa. Ecco quindi che abbiamo avviato la procedura di back-up, e da Saluzzo sono state gestite anche le chiamate che normalmente ‘cadono’ su Grugliasco’”.

Il sistema prevede una connessione anche con le centrali delle Regioni limitrofe, come ad esempio quella Liguria, con la quale in più occasioni avviene un passaggio di dati.

Mediamente la chiamata viene inviata alla centrale di riferimento in 50 secondi, massimo 80. L’operatore, nel caso ad esempio di un incidente stradale con feriti, invia la “scheda” con i dati raccolti alla centrale operativa dell’emergenza sanitaria, con la possibilità di inoltrare una scheda informativa (una sorta di “per conoscenza”) anche ai Vigili del fuoco. Sarà poi l’emergenza sanitaria, a sua volta, a richiedere “ufficialmente” l’invio di squadre di pompieri se, durante l’intervista telefonica, ne si appura la necessità.

L’operatore, comunque, non ha la possibilità di decidere a chi inoltrare la chiamata: una volta che si procede, è il sistema, in automatico, a passare l’utente alla centrale di riferimento” spiega Occelli.

Inoltre, se il sistema legge un flusso di chiamate elevato e sovradimensionato alle linee di risposta della centrale, le richieste di soccorso vengono in automatico inoltrate alla seconda centrale unica di risposta regionale.

Cosa significa, in concreto? “Pensiamo alla notte dei fatti di piazza San Carlo – spiega Occelli – quando inevitabilmente si è avuto un picco di chiamate. La centrale di Grugliasco non sarebbe riuscita a rispondere a tutte le richieste, ecco quindi che il sistema le ha inoltrate su Saluzzo”.

Nicolò Bertola

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