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Sanità | 12 febbraio 2018, 13:05

Emodinamica di Savigliano: la Regione studia un “mantenimento dell’operatività anche dopo l’apertura di Verduno”

A dirlo Paolo Allemano, consigliere regionale, che definisce “immaginari” gli “scenari di depauperamento dell’esistente”. Peccato che il trasferimento dell’emodinamica sia chiaramente riportato in un Decreto della Giunta regionale

Paolo Allemano

Paolo Allemano

La Regione Piemonte sta vagliando “le condizioni per il mantenimento dell’operatività del laboratorio di emodinamica, attualmente ubicato a Savigliano, anche dopo l’apertura dell’ospedale di Verduno”.

Lo si apprende da una nota stampa del consigliere regionale Paolo Allemano, ex sindaco di Saluzzo, medico in pensione e membro della Quarta commissione Sanità e Politiche sociali.

Allemano si esprime in tal senso al termine dei lavori odierni (12 febbraio) della commissione, dov’è stata approvata la proposta di delibera in merito al “Programma di interventi in edilizia sanitaria della Rete ospedaliera regionale”. Uno schema che, presumibilmente, passerà in Consiglio regionale fra un mese, o forse qualcosa in più.

Un atto pianificatorio di importanza storica – lo definisce Allemano - che tra risorse statali private e regionali mette in campo investimenti per circa un miliardo e mezzo di euro. Tutta la sanità regionale è investita dalla delibera, che include ospedali di nuova costruzione, completamento e ristrutturazione degli esistenti”.

Per l’Asl Cn1 fa fede il “Piano direttorio” del dirigente generale Francesco Magni, già più volte illustrato e sul quale ci si era soffermati nella serata saluzzese “dedicata” all’ospedale unico.

Con un emendamento ad hoc, Allemano ha “specificato la mission sanitaria delle strutture di Fossano, Saluzzo e Savigliano”.

La prima è stata scelta come struttura riabilitativa, la seconda come “struttura ospedaliera di base con chirurgia elettiva” e la terza per le “discipline specialistiche e le attività di emergenza ed urgenza”.

Allemano torna, ancora una volta, sull’integrazione tra Saluzzo (“ospedale di territorio”) e Savigliano (“ospedale cardine”).

Vanno intesi come un unicum organizzativo e funzionale, con l’affiancamento del Pronto soccorso di Saluzzo al Dipartimento di Emergenza ed Accettazione di Savigliano.

Il polo saluzzese si configura come riferimento di area vasta per il servizio specialistico di assistenza agli ammalati respiratori in stadio avanzato, e attività ambulatoriali sperimentali, affiancate a quelle tradizionali, quali l’odontoiatria sociale. L’Ospedale di Savigliano, in qualità di ospedale cardine, viene potenziato attraverso la ristrutturazione di parte delle strutture esistenti e la sostituzione di altre con nuove realizzazioni all’interno del comparto ospedaliero”.

Ed è proprio a tal proposito che il consigliere regionale si sofferma sull’emodinamica di Savigliano, questione più volte trattata da Targatocn e per la quale – ci teniamo a ricordarlo - un Decreto della Giunta regionale ne prevedeva il trasferimento – appena funzionante – nell’ospedale di Verduno.

Parte integrante della delibera è lo studio delle condizioni per il mantenimento dell’operatività del laboratorio di emodinamica, attualmente ubicato a Savigliano, anche dopo l’apertura dell’Ospedale di Verduno” spiega Allemano, che in un intervista al nostro giornale (il 31 marzo 2017) aveva detto: "In base ai bacini d'utenza del Patto della salute, nella provincia di Cuneo due servizi di emodinamica sono 'ad abundantiam. Il piano regionale la prevede a Cuneo ed Alba (Verduno)".

Una buona notizia, sembrerebbe, al netto delle parole che la seguono: “…in stretta sinergia con l’ospedale Hub di quadrante, il ‘Santa Croce e Carle’ di Cuneo”.

In che cosa consista questa sinergia, al momento, non è dato a saperlo.

Ci sono tutte le premesse - conclude Allemano - perché la politica regionale, in accordo con le città interessate, attraverso l'Asl Cn1 e l'AO Santa Croce e Carle di Cuneo e con le Associazioni di tutela degli ospedali, definisca un piano di azione tale da garantire gli attuali livelli di operatività della cardiologia invasiva.

Lavorando insieme in questa direzione, piuttosto che immaginando scenari di depauperamento dell'esistente, sarà più facile raggiungere gli obiettivi fissati dalla delibera. Non può sfuggire come la politica e le istituzioni siano impegnate in un difficile percorso di responsabilità, che anticipa e razionalizza le scelte, invece che seguirle come in passato”.

Non ci resta che attendere, dunque, e valutare gli sviluppi successivi.

Una precisazione, però, corre d’obbligo: nessuno “immagina scenari di depauperamento dell’esistente” dal momento che, il trasferimento dell’emodinamica saviglianese a Verduno è scritto, nero su bianco, a chiare lettere, nel Dgr della stessa Giunta Chiamparino.

Così come, all’epoca, il ridimensionamento dell’ospedale di Saluzzo, per il quale la stampa locale aveva portato avanti alcune battaglie, non era frutto di fantasie giornalistiche, ma si è poi rivelato pura realtà.

Nicolò Bertola

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