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Attualità | martedì 13 febbraio 2018, 17:45

Sospeso il sindaco di Sanfrè per abuso d'ufficio: "Viaggio a testa alta perché non ho rubato nulla e ho tutelato il comune"

La sospensione arriva su disposizione della Prefettura dopo la condanna a otto mesi emessa dal Tribunale di Asti lo scorso 7 febbraio. La sentenza di primo grado permette di applicare la legge Severino che vede l’immediata sospensione della carica in caso di coinvolgimento in enti locali

Il sindaco Gianmario Racca

Il sindaco Gianmario Racca

Formalizzata la sospensione dell’incarico del sindaco di Sanfrè, Gianmario Racca: ora l’incarico da primo cittadino della località del Roero passa al vicesindaco Bruno Petiti, già alla guida del paese per dieci anni dal 2004 al 2014.

La sospensione arriva su disposizione della Prefettura dopo la condanna a otto mesi emessa dal Tribunale di Asti lo scorso 7 febbraio per abuso di ufficio: la sentenza di primo grado permette di applicare la legge Severino che vede l’immediata sospensione della carica in caso di coinvolgimento in enti locali.

La vicenda parte da una “bagarre” nata sui giornali locali del braidese tra Racca (che di professione è ufficiale di polizia municipale non a Sanfrè) e la vigilessa del comune: in questa lettera si evidenziavano critiche all’uso della telecamera che rileva infrazioni all’incrocio semaforico della Sp 661.

Il sindaco aveva poi revocato alla vigilessa l’incarico di responsabile del servizio di polizia Municipale. Il Comune aveva inoltre ottenuto ragione dal Giudice del Lavoro per un provvedimento disciplinare di sospensione. Dopo diverse peripezie giudiziarie - con la richiesta di archiviazione del caso al Tribunale di Asti visto che il pm non aveva inizialmente trovato elementi per procedere alla condanna di abuso di ufficio – l’agente di Polizia Locale ha fatto ricorso portando alla condanna per il primo cittadino sanfredese, le cui motivazioni si conosceranno fra 90 giorni.

“Prendo atto del provvedimento” – spiega il sindaco Racca – “Nonostante a novembre il giudice del lavoro si fosse espresso in un modo e, a distanza di pochi mesi, il giudice penale si sia espresso in un altro. Non capisco e non concordo, sono scioccato. Ho offerto le mie dimissioni alla maggioranza. Viaggio a testa alta perché non ho rubato nulla e ho tutelato il comune facendo il mio lavoro da sindaco in ogni aspetto”.

Cristina Mazzariello

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