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Cronaca | martedì 13 febbraio 2018, 17:00

Monterosso Grana, a processo per aver dato fuoco alla casa di famiglia

L’incendio avvenne il 12 gennaio 2017. Le sorelle costituite parte civile: “Quando si arrabbiava spaccava tutto”

E’ a processo per aver dato fuoco al tetto della casa in comproprietà con le sorelle sita nella borgata Figliere a Monterosso Grana e di aver distrutto mobili e suppellettili. “Voglio che si sappia, sono stato io a dar fuoco alla casa”, aveva detto J.B.L., 54enne di Bernezzo, all’agente della polizia municipale che era andato a notificargli l’ordinanza di inagibilità del fabbricato.

Il fatto è accaduto il 12 gennaio 2017. In udienza sono stati ascoltate le sorelle dell’uomo, costituite parte civile (i danni ammonterebbero ad oltre 70 mila euro), che hanno riferito dei difficili rapporti con J.B., “che non si doveva farlo arrabbiare, altrimenti spaccava tutto”. “Ci chiedeva sempre soldi, non lavorava”, ha detto una delle sorelle. “Anche il giorno dell’incendio mi telefonò per farsi dare del denaro, ma io non avevo la possibilità di dargliene. Lui rispose che allora sarebbe capitato qualcosa”.

L’imputato fu visto aggirarsi nei paraggi subito dopo lo scoppio dell’incendio: “Vidi J.B.L. mentre stava venendo giù dalla borgata in tutta fretta”, ha raccontato un teste. Vidi il fumo e avvertii i parenti che poi chiamarono i pumpista”.

Uno dei vigili del fuoco intervenuti a domare le fiamme, con un lavoro durato ore: “Il tetto di lamiera era stato distrutto. In casa erano tutto sottosopra, anche il gabinetto era stato sradicato. Probabilmente prima qualcuno aveva vandalizzato all’interno, poi aveva appiccato il fuoco nel sottotetto. Ma la cosa strana era che non c’erano segni di scasso, chi era entrato aveva le chiavi di casa”.

Mio zio è un po’ strano, si è mai interessato di niente, le bollette di casa gliele pagavano le sorelle, lui lavorava saltuariamente”, ha raccontato il nipote. “Quel giorno andai anche io a vedere la casa bruciata. Faceva impressione, era tutto rotto, comprese le finestre”.

L’udienza è stata rinviata il 16 maggio anche per la discussione.

Monica Bruna

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