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Politica | 14 febbraio 2018, 17:26

Chiara Gribaudo (Pd): “Lavoro e attenzione al territorio”

La capolista del Partito Democratico replica alla Lega sul Ministero della Montagna e sulla variante di Demonte: “Quando il centrodestra era al governo spostò le risorse di Demonte su altre opere in Lombardia e la Provincia, allora guidata dalla Lega Nord, fu parte attiva in questa scelta bloccando di fatto l’opera già pronta a partire"

Chiara Gribaudo

Chiara Gribaudo

On. Gribaudo, lei è capolista alla Camera per il Pd nel collegio plurinominale Cuneo-Asti-Alessandria. Quali sono, in sintesi, i punti salienti della sua campagna elettorale?

 “In questa corsa tengo insieme due piani: quello del lavoro, che mi vede impegnata con il Partito Democratico sul piano nazionale per proseguire nella crescita dell’occupazione e soprattutto per migliorarne qualità e dare nuovi diritti: dal salario minimo orario per chi non ha contratti collettivi ad  incentivi per formazione/innovazione che realmente sostengano il lavoratore nei processi di cambiamento; e poi il piano territoriale, che in questi anni, a differenza del passato, ha ricevuto un’attenzione importante da parte del governo. Si sono sbloccate infrastrutture importanti come l’Asti-Cuneo, i cui lavori partiranno quest’anno grazie all’approvazione Ue del piano di cross-financing al quale ha lavorato il Ministro Delrio e che non abbiamo mai smesso di sollecitare; o come la  Cuneo-Nizza, grazie anche al prezioso lavoro dell’Assessore Balocco. Si sono fatti investimenti nei comuni e nelle scuole. Ai cuneesi garantisco lo stesso impegno e dedizione messi in questi cinque anni per il Paese e per la Granda”.  

Lei, prima di arrivare a Montecitorio, è stata assessore a Borgo San Dalmazzo; conosce quindi da vicino i problemi della montagna. Sabato, al cinema Monviso, il leader della Lega Matteo Salvini ha proposto l’istituzione di uno specifico ministero per la Montagna. Che cosa ne pensa?  

“Se ricordate già in passato la destra aveva istituito “ministri del decentramento”, che finivano per rimanere a Roma ma soprattutto portavano zero risultati. Quando si istituisce un nuovo Ministero si sottraggono soldi ai territori per sprecarli in nomine politiche e nuove burocrazie, e direi che non ne abbiamo affatto bisogno. Mi pare che questa proposta evidenzi come la Lega di oggi non abbia niente a che fare con quella delle origini “nordiste”. Alla montagna serve l’attenzione delle istituzioni, serve che ci arrivino maggiori risorse in primis dall’Europa per potenziare agricoltura, infrastrutture e politiche di servizi ai cittadini che in montagna vivono e lavorano, non servono proposte da propaganda elettorale, non ci serve un Ministero nuovo gestito a Roma. E poi, ricordiamoci che il Parlamento, con la legge sui piccoli comuni, ha determinato un vero e proprio cambio di passo per le nostre valli. Dobbiamo farla conoscere e proseguire su questa strada”.  

Sempre in tema di montagna lei ha chiesto di inserire le Alpi Marittime nel patrimonio Unesco. Perché? Quali le finalità?  

“Per il Parco delle Alpi Marittime avevo presentato una specifica proposta di legge, perché trovo che rappresenti un tesoro inestimabile. Con il Presidente del Parco, Paolo Salsotto, sono stata dal Ministro dell’Ambiente Galletti il 13 luglio 2017 a Roma, proprio per sostenere la candidatura Unesco che a fine gennaio è diventata realtà. Credo possa essere una grande opportunità la sfida per diventare Patrimonio dell’Umanità assieme al Mercantour, portata avanti con grande merito dai funzionari del Parco. Le Langhe ci hanno insegnato che se si fa sistema si può generare una ricchezza che salvaguarda il tesoro e la bellezza della Natura e allo stesso tempo genera sviluppo sostenibile per chi abita questa Terra”.  

Nei giorni scorsi si è finalmente sbloccata l’annosa questione della variante di Demonte. I vostri avversari di centrodestra hanno rimproverato di aver indugiato troppo. Che cosa risponde?  

“Rispondo che hanno poca memoria, forse perchè erano distratti dallo scandalo delle mutande verdi. Il centrodestra al governo spostò le risorse di Demonte su altre opere in Lombardia e la Provincia, allora guidata dalla Lega Nord, fu parte attiva in questa scelta bloccando di fatto l’opera pronta a partire. Noi abbiamo dovuto reperire nuovamente 51 milioni di euro e riaprire tutte le procedure burocratiche, e finalmente abbiamo avuto da Anas la conferma che l’appalto avverrà nel 2018. In ogni caso, continueremo a seguire la vicenda e a metterci la faccia, perché a differenza di altri non ci facciamo vedere solo in campagna elettorale”.    

Flat tax: il centrodestra, pur se con percentuali diverse di tassazione tra Forza Italia e Lega, la vuole. Qual è l’opinione del suo partito, il Pd?  

“La flat tax non è sostenibile: è contraria al principio di progressività, porta un operaio a pagare le stesse tasse di un miliardario. Inoltre, per abbassare il prelievo ai ricchi dovremmo far mancare dalle casse dello Stato 95 miliardi di euro. Significa tornare a tagliare la spesa su sanità, scuola, pensioni, servizi… peggio dell’austerità di Monti e Tremonti. Non capisco come si possa pensare di aumentare la disuguaglianza sociale dopo la crisi che abbiamo sostenuto. Il nostro modello di crescita è un altro: equo e inclusivo. Non ci affidiamo alle bacchette magiche, ma alla creazione di posti di lavoro e ad un welfare vicino a tutte le famiglie”. 

GpT

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