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Ad occhi aperti | 17 febbraio 2018, 12:03

La disabilità è cambiamento di percezioni - The Elephant Man

Il mondo che sperimentiamo è così soltanto perché ogni singolo istante della nostra vita ci viene dato un certo tipo di possibilità, e in un certo numero. Modificarle, significa entrare in una vera e propria dimensione parallela

La disabilità è cambiamento di percezioni - The Elephant Man

“The Elpehant Man” è un film di produzione angloamericana del 1980 scritto da Christopher De Vore, Eric Bergren e David Lynch a partire dal soggetto di sir Frederick Treves e Ashley Montagu, e diretto dallo stesso David Lynch.

La pellicola narra le tragiche vicende di vita di Joseph Merrick, deforme uomo dell’Inghilterra vittoriana simile, appunto, a un elefante antropomorfo. L’uomo passerà dall’essere un fenomeno da baraccone a una cavia da laboratorio medico, dimostrando però un carattere semplice e sensibile e una profonda passione per la cultura: sarà lui stesso a porre fine alla propria vita, sicuro di aver incontrato tanto male ma anche alcune persone sinceramente amichevoli. 

Con una specifica commissione dedicata, tenutasi nel tardo pomeriggio di lunedì 12 febbraio, la città di Cuneo e i suoi rappresentanti amministrativi hanno ripreso in mano le fila del discorso relativo all’accessibilità della città rispetto alle persone con diversi tipi di disabilità. Presenti in commissione anche diversi rappresentanti delle diverse associazioni collegate in diversi sensi a queste differenti tipologie di disabilità, in un incontro che (bisogna dirlo, diversamente da altri della stessa tipologia) si è dimostrato sinceramente utile, almeno sulla carta delle discussioni preliminari.

Il momento più interessante della commissione ha coinvolto la Società dei Ciechi di Cuneo, i cui rappresentanti presenti hanno illustrato le proprie istanze portando all’attenzione dei consiglieri e degli assessori presenti diversi esempi della loro vita comune, dimostrando come le situazioni affrontabili da una persona vedente con estrema semplicità nascondono invece difficoltà incredibili e inaspettate per qualunque non vedente.

Si continuano a fare tante parole senza far nulla di concreto”, si è detto in commissione, ma non credo sia qualcosa da vedere con occhio così particolarmente critico. Facile immaginarlo, che la vita di un “diverso” sia diversa dalla nostra. Quello che è difficile, almeno per me, è creare nella mia mente un’immagine di una realtà quotidiana, che sia distante dalla mia personale.

Ecco perché incontri come quello di lunedì sera sono importanti, a prescindere dalla dimensione politica, perché ci permettono di ricordarci che il mondo che sperimentiamo è così soltanto perché ogni singolo istante della nostra vita ci viene dato un certo tipo di possibilità, e in un certo numero. Modificarle, significa entrare in una vera e propria dimensione parallela.

Ed ecco perché il capolavoro assoluto del genio Lynch è un film di cui non è necessario parlare. Almeno, rispetto a quanto sia necessario vederlo.

s.g.

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