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Cronaca | sabato 17 febbraio 2018, 08:10

Assolti Giovanni Ciraso e due coimputati accusati di estorsione aggravata nei confronti di Bertorello

I fatti successi a Saluzzo risalgono al gennaio del 2014. Il processo durato 4 anni. La sentenza ieri presso il Tribunale di Cuneo. L’avvocato difensore Alessandra Piano: chiarita l’estraneità ai fatti

Dopo un processo durato 4 anni, Giovanni Ciraso imprenditore e figlio di un noto imprenditore edile mantese, con i due coimputati, è stato assolto dall' accusa di tentata estorsione aggravata, perché  il fatto non sussiste. 

La sentenza è stata emessa ieri mattina, presso il Tribunale monocratico di Cuneo, dal giudice dottor Marco Toscano. Il difensore  dell’imprenditore, l’avvocato Alessandra Piano di Saluzzo dichiara “Sono molto soddisfatta. L’istruttoria dibattimentale ha consentito di far luce sull’ intera vicenda, chiarire la posizione degli imputati e la loro estraneità ai fatti".

I fatti risalgono al gennaio del 2014, quando furono arrestati Ciraso con Giuseppe Piazza di Cardè e Davide Berardinelli di Biella, ma residente a Manta, titolari  di una ditta di sistemi di sicurezza.

Erano accusati di estorsione aggravata dall’uso di arma, per  aver cercato di ottenere con le maniere “forti " da Fausto Bertorello, agente immobiliare saluzzese, una somma di circa 50 mila euro, debito che la presunta vittima avrebbe avuto con Ciraso.

Secondo la versione della parte lesa, i tre lo avrebbero minacciato e picchiato, cercando poi di convincerlo a recarsi in Svizzera per prelevare del denaro da un suo conto, di cui lui stesso aveva informato gli aggressori.

Sempre secondo la sua versione, gli imputati lo avrebbero costretto a redigere una scrittura di riconoscimento di debito per un importo di 250 mila euro.

Bertorello il giorno dopo la minaccia, aveva  informato i Carabinieri di  Torino, i quali lo avevano dirottato su quelli di Cuneo e Saluzzo che, in collaborazione, hanno portato avanti  le indagini tra intercettazioni telefoniche, appostamenti e perquisizioni, intervenendo a casa di Bertorello quando Piazza si è presentato da lui.

I tre furono arrestati il 27 gennaio e portati in carcere. Per Ciraso  lo stato di custodia cautelare poi convertito nella misura dell’obbligo di firma; per i due  coimputati la custodia cautelare fu commutata negli arresti domiciliari.

“In attesa delle motivazione della sentenza – conclude l’avvocato Alessandra Piano- gli imputati valuteranno un’ istanza di riparazione per ingiusta detenzione”.

 

Vilma Brignone

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