/ Politica

Che tempo fa

Cerca nel web

Politica | sabato 17 febbraio 2018, 10:35

#controcorrente: andiamo a votare perché la politica attuale ci gioca con il nostro assenteismo alle urne

Nonostante le delusioni e le difficoltà nel compiere una scelta di campo comunque facciamola, diamo a qualcuno la guida del Governo perché la partecipazione è il sale della democrazia

Se chiedi in giro sono in molti a dirti non so per chi votare il 4 marzo, non c’è più nessuno che mi ispira fiducia. Non solo tra i giovani, sempre più lontani dalle urne, ma anche tra chi ha militato per anni nelle forze politiche di un tempo o comunque ha sempre mantenuto una porta aperta alla discussione politica.

Siamo arrivati a questo punto dopo Tangentopoli e il fine corsa dei partiti tradizionali. Per carità, pulizia andava fatta. Ma nessuno si è reso conto del disastro che è avvenuto in seguito. C’è stata un’omologazione da parte di tutte le compagini e coalizioni in campo ad accusarsi a vicenda di incompetenza e a rincorrere gli stessi obiettivi, seppure mascherati da percorsi in apparenza diversi. Senza pensare a ricette “vere” capaci di risolvere i problemi del Paese aumentati vertiginosamente con l’inizio della crisi economica. Comportamenti ben lontani dal governare per il bene comune che ci hanno portato sull’orlo del precipizio da cui, forse, non siamo ancora riusciti a posare entrambi i piedi al sicuro. Sulla terraferma.

Gli scenari del dopo 4 marzo sono abbastanza complicati. Dagli ultimi sondaggi le tre forze con più consensi - Centrodestra, Centrosinistra e MoVimento 5 Stelle - sulla base della nuova Legge elettorale, non sarebbero in grado di assicurarsi la maggioranza per guidare il Paese. Con i rischi di dover nuovamente andare alle urne alimentando una forte instabilità politica. Tamponabile, quest’ultima, solo con un governo “inciucio” tra compagini moderate di Centrosinistra e di Centrodestra. Anche se, ora, tutti i leader, da una parte e dall’altra della sponda, lo definiscono un percorso impossibile.

Ma proprio per evitare un esecutivo senza capo né coda, noi cittadini elettori in questo momento così delicato non possiamo permetterci di dare una spallata al diritto-dovere di andare a votare conquistato con il sangue dai nostri padri e nonni nella Lotta di Liberazione. Se i tanti che dicono di non volersi recarsi alle urne invece ci andassero, probabilmente un vincitore ci sarebbe. E qualunque fosse, almeno potrebbe guidare l’Italia.

Bisogna ridare sale alla democrazia. Dopo averla vista soffrire sotto i colpi della mafia, del terrorismo degli Anni Settanta e quelli di Mani Pulite degli Anni Novanta dobbiamo, tutti insieme, farla rinascere ancora una volta. In questo periodo è difficile, faticoso e tormentato. Però andiamo a votare. Turandoci il naso, come disse il giornalista Indro Montanelli. Scegliendo il meno peggio, il male minore, ma mettendoci del nostro con l’obiettivo di far vincere qualcuno. Poi, vedremo se cambiare al prossimo giro. I partiti di adesso, infatti, nonostante si dimostrino preoccupati per l’assenteismo alle urne, in realtà con il non voto ci giocano e lo cavalcano in quanto serve a giustificare un successo di misura o la sconfitta. Non diamo loro questa soddisfazione. La democrazia si regge solo se c’è la partecipazione dei cittadini. Altrimenti si cade nell’anarchia e in pericolose spirali di odio che, poi, sfociano, nel rischio della deriva autoritaria.

#controcorrente

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore