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Scuole e corsi | 17 febbraio 2018, 14:30

“Valutiamo ipotesi di buon senso, senza fare demagogia!”: la replica dei sindaci di Crissolo e Ostana sul nuovo orario scolastico

Fabrizio Re e Giacomo Lombardo lamentano un mancato “senso di solidarietà”, sostenendo come, probabilmente, “la volontà di alcuni Amministratori è quella di voler scatenare la classica guerra tra poveri facendo leva sul classico populismo"

Da sinistra, Fabrizio Re e Giacomo Lombardo

Da sinistra, Fabrizio Re e Giacomo Lombardo

Non si è fatta attendere la replica di Giacomo Lombardo e Fabrizio Re, rispettivamente sindaci di Ostana e Crissolo, in merito alla questione del nuovo orario scolastico per gli alunni delle elementari di Paesana, a decorrere dal prossimo mese di settembre.

L’argomento era stato oggetto di discussione durante l’ultimo Coniglio comunale paesanese, richiesto dall’opposizione. Il sindaco di Paesana Mario Anselmo aveva parlato dei sindaci dell’Alta Valle definendoli “categoricamente contrari” all’ipotesi di introdurre un rientro pomeridiano per avere il sabato a casa.

La “settimana corta” è stata al centro anche di una petizione popolare tra i genitori, che a stragrande maggioranza (75%) si sono detti a favore.

L’affondo forse più duro verso le Amministrazioni comunali dell’Alta Valle, in Consiglio, è arrivato dall’opposizione, per bocca del consigliere Fabio Gottero: “Rispetto tutte le opinioni, ma non amo i toni perentori – aveva detto – Mi piacerebbe sentir dire questi ‘no’ quando con i nostri soldi, rifacciamo il tetto delle scuole. Chiediamo anche all’Alta Valle di essere presente quando si tratta di spendere soldi sull’edificio scolastico”.

A qualche giorno di distanza dalla seduta pubblica del Consiglio, ecco le considerazioni dei sindaci di Crissolo e Ostana, che hanno “letto, con un po’ di incredibilità, quanto riportato dai media”.

“IL CLASSICO POPULISMO”

È il primo aspetto che evidenziano Lombardo e Re: “Crediamo che la solidarietà debba essere uno dei valori fondamentali della vita sociale e che, in particolar modo, questo sentimento debba essere presente negli Amministratori pubblici”.

Un sentimento che non solo sarebbe mancato nell’ultimo Consiglio comunale paesanese che si sarebbe addirittura espresso “in senso opposto”, oltre a dimostrare una “mancanza di riflessione (dovuta a carenza di informazioni?) sugli argomenti oggetto dei singoli interventi”.

Probabilmente, aggiungono i sindaci, “la volontà di alcuni Amministratori è quella di voler scatenare la classica guerra tra poveri facendo leva sul classico populismo ben presente, purtroppo, nei giorni nostri”.

“SPERIAMO CHE L’UNIVERSITA’ DI TORINO NON CHIEDA SOLDI A PAESANA”

Sulle affermazioni di Gottero si incentra il secondo “capitolo” della replica dei sindaci dell’Alta Valle.

Le scuole – dicono - sono frequentate per oltre il 97 da scolari di Paesana e costituiscono, tra l’altro, un positivo elemento economico per il paese. Ovviamente il disagio dell’andare a scuola è minore per gli studenti che risiedono a Paesana che per quelli più lontani. Ma la scuola è un obbligo!

È quindi strano che si chieda una partecipazione degli altri comuni alle spese di manutenzione dell’edificio, tenendo conto che rispetto agli investimenti fatti negli ultimi tre anni pari a 1.280.000 euro il Comune di Paesana, operando con abilità e tempestività e sfruttando i bandi statali, ci ha messo di suo, con buoni risultati, ‘solo’ 244.500 euro (il 19,10%).

Sono dati questi che gli amministratori di Paesana sicuramente conoscono (se non li conoscessero sarebbe grave…) e non si capisce quindi la ragione che sta a monte degli interventi degli stessi rispetto all’edificio scolastico. Forse una carenza di ragionamento complessivo?

Speriamo solo che, per esempio, l’Università di Torino, sentendo queste prese di posizione degli amministratori, non chieda al Comune di Paesana di contribuire, quota parte in funzione dei frequentanti paesanesi, quando dovrà intervenire sulla struttura di Palazzo Nuovo…”.

“SCOLARI DALL’ALTA VALLE CORRISPONDONO A RIPOPOLAMENTO”

Per molti anni – aggiungono i sindaci - i Comuni dell’Alta Valle non hanno più avuto scolari a causa dell’abbandono. Ora genitori coraggiosi, con scelte di vita che pochi farebbero, stanno ‘ripopolando’ l’Alta Valle, con relativi salti mortali per inserire i figli nella socialità di una comunità più vasta.

Sulla mancanza di solidarietà e altre piccolezze preferiamo evitare commenti; più adatti ad altre autorità”.

LE RIFLESSIONI SULLA SETTIMANA CORTA

Fatte le premesse, Lombardo e Re analizzano nello specifico la questione della settimana corta. E lo fanno sottolineando come “la sottoscrizione è stata firmata solo in parte dai genitori dei bambini residenti a Paesana”.

I sindaci erano presenti alla riunione con la dirigente scolastica ed il Consiglio d’Istituto del 11 febbraio: “in quella data – dicono i rappresentanti di Crissolo e Ostana - non abbiamo posto il veto sulla proposta del tempo pieno, bensì evidenziato il problema del trasporto degli alunni (come ha fatto il sindaco di Paesana in Consiglio: ndr) e, soprattutto, della mensa. Ci siamo detti disponibili a valutare le proposte di buon senso, merce sempre più rara, dal momento che c’è più disponibilità di demagogia!

Abbiamo anche proposto di esaminare la possibilità di mantenere l’attuale situazione per coloro (Alta Valle e alunni di Paesana interessati) che lo preferiscono.

La direttrice didattica si è riservata di esaminare la proposta non ritenendola del tutto inattuabile”.

 

Nicolò Bertola

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