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Curiosità | lunedì 19 febbraio 2018, 15:42

A Cuneo l'anteprima del film "La terra buona", ultima fatica del regista albese Emanuele Caruso

Girato nella più grande zona incontaminata d'Europa, racconta tre storie che si incrociano nella finzione cinematografica. Tra queste, la storia di Padre Sergio, l'eremita di Marmora

Sta per arrivare nelle sale cinematografiche LA TERRA BUONA, la seconda importante fatica cinematografica del regista albese Emanuele Caruso, una fatica costata quattro anni di lavoro e un'intensa partecipazione del basso, tramite il crowdfunding. Oltre 500 sottoscrittori hanno finanziato il film con quote da 50 Euro. Sono stati raccolti oltre 80.000 euro che fanno de LA TERRA BUONA il film con la più grande raccolta in quote mai realizzato in Italia.

Il momento del confronto con il pubblico è finalmente arrivato. Con qualche anteprima nazionale e con diverse proiezioni in varie sale del Piemonte. "Il progetto più grande è far sì che questo film sia visto dal maggior numero di persone possibile", ci dice al telefono il regista Caruso. Che tenta, con questa opera, di bissare il grande successo ottenuto da "E fu sera e fu mattina", che divenne un vero caso nazionale.

"La terra buona" si ispira a tre storie che, ognuna indipendente dall'altra nella vita reale, si sono incrociate nella finzione cinematografica.

Quella del monaco Padre Sergio De Piccoli, che ha fondato una delle biblioteche più alte d'Europa a Marmora - Val Maira; quella di Mastro, ricercatore costretto a fuggire dall'Italia per le sue idee poco convenzionali e infine quella di Gea, una ragazza alla prese con una battaglia fra la vita e la morte.

Il film, per la maggior parte, è stato girato in Val Grande, al confine con la Svizzera, in una zona totalmente incontaminata, dove non ci sono strade, negozi, paesi, pali della luce o segni dell’uomo. Le vicende della vita, gli incroci e gli incontri rischieranno di mettere in crisi la pace di questo luogo selvaggio, al di fuori del tempo e dello spazio.

Su Padre Sergio Emanuele Caruso tiene ad evidenziare che il suo non vuole essere un film biografico: "Non ho la pretesa di fare un film su di lui. La trama incrocia tre storie. Padre Sergio era un uomo accogliente e simpatico, ho passato del tempo in sua compagnia. Credo che la sua storia meritasse di essere raccontata, perché ha lasciato a tutti noi un patrimonio inestimabile, che rischia di andare perduto. Con questo film spero di riportare l'attenzione sulla vicenda della sua biblioteca a Marmora". Biblioteca dove sono raccolti oltre 70mila libri, alcuni del 1500, il cui valore è di crica 2milioni di euro. 

Mercoledì 21 febbraio alle 18,30, presso la Sala Beppe Fenoglio del Cortile della Maddalena in Via Vittorio Emanuele, 21ad Alba, saranno presenti Paolo Tenna – Amministratore Delegato di FIP Film Investimenti Piemonte e Consigliere d’Amministrazione di Film Commission Torino Piemonte, Emanuele Caruso e l'attrice protagonista del film

Per quanto riguarda le proiezioni, il prossimo 24 febbraio il regista e gli attori saranno presenti al Cinema Fiamma di Cuneo, alle 21, per un'anteprima nazionale.

Qui sarà poi in programmazione dal 1° al 7 marzo. Il film sarà anche in altri cinema della provincia di Cuneo, da Alba a Bra, da Dogliani a Caraglio. Per tutte le proiezione clicca qui

Barbara Simonelli

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