/ Curiosità

Che tempo fa

Cerca nel web

Curiosità | martedì 20 febbraio 2018, 17:46

Torna alla luce un tratto di pavimentazione romana in vicolo del Pozzo ad Alba

Questo pezzo di storia è stato ritrovato durante gli scavi per il potenziamento dei servizi gestiti dal gruppo Egea

“Un ritrovamento che potrebbe confermare il passato di Alba. Interessante sotto diversi punti di vista: scientifico, museale e della valorizzazione”. Con queste parole Luisa Albanese, direttore del Museo F. Eusebio di Alba, commenta il ritrovamento di un tratto di decumano minore e parte di una pavimentazione di pregio. 

Questo pezzo di storia è stato ritrovato in Vicolo del Pozzo, durante gli scavi per il potenziamento dei servizi gestiti dal gruppo Egea, più precisamente l’ammodernamento delle reti di distribuzione di acqua e gas gestite rispettivamente da “Tecnoedil Spa” e “Reti Metano Territorio”, entrambe facenti capo a Egea. 

E' stata infatti proprio Egea a commissionare l’assistenza archeologica, diretta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo. 

Il reperto costituisce una porzione del decumano minore d5 (l’ultimo nella parte meridionale dell’impianto urbano della città romana) ed era “atteso”, poiché la ricostruzione della forma urbis di Alba Pompeia - caratterizzata da un perimetro poligonale con otto lati e scandita da isolati - è nota da tempo e si deve alle ricerche condotte in modo sistematico, negli anni ottanta e novanta del secolo scorso, dalla Soprintendenza Archeologica sulla scorta di ipotesi già formulate in precedenza.

Sull’ultima scoperta di Vicolo del Pozzo, insieme alle più recenti, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, in sinergia con il Comune e con lo SMA (Sistema Museale Albese), sta organizzando per giugno una mostra dal titolo “Alba: nuove luci sul passato”. 

I lavori di scavo e posa delle condutture in Vicolo del pozzo saranno conclusi nei prossimi giorni; le evidenze archeologiche ritrovate, opportunamente rilevate e documentate fotograficamente, sono state protette e ricoperte in modo da garantirne la conservazione e ripristinare il piano viario. 

Dimostrazione questa, dell’abilita albese di unire passato e futuro, storia e sostenibilità. 

Manuela Anfosso

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore