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Attualità | giovedì 22 febbraio 2018, 08:27

"A scuola di primo soccorso, per imparare a salvare vite umane": presentato a Mondovì il progetto rivolto agli studenti

Insegnare le manovre salvavita agli alunni delle scuole primarie e secondarie: ecco l'iniziativa lanciata in sinergia dal comitato monregalese della Croce Rossa Italiana, dalla Croce Bianca di Ceva, dal Gruppo Volontari del Soccorso di Clavesana, dalla Croce Bianca di Garessio, dai Volontari del Soccorso di Dogliani e dalla Croce Bianca di Fossano

Si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 21 febbraio, presso la sala comunale delle conferenze di Mondovì la presentazione del progetto "A scuola di primo soccorso" e dell'iniziativa "Open day del soccorso", ideata in sinergia dal "Gruppo unito delle associazioni di pubblica assistenza", che ingloba il comitato monregalese della Croce Rossa Italiana, la Croce Bianca di Ceva, il Gruppo Volontari del Soccorso di Clavesana, la Croce Bianca di Garessio, i Volontari del Soccorso di Dogliani e la Croce Bianca di Fossano.

Un programma nato partendo dal messaggio culturale che la nostra vita attiva sociale passa attraverso la formazione prima delle coscienze e poi delle abilità di coloro i quali saranno non solo i soccorritori, ma anche i cittadini attivi di domani: i bambini di oggi. Una tematica presa in considerazione anche dal Parlamento italiano che, nella riforma della "Buona Scuola", ha previsto l'insegnamento delle tecniche del primo soccorso (articolo 3, comma 7, legge 107/2015).

Va inoltre ricordato che le nuove linee guida internazionali sulla rianimazione cardiopolmonare prevedono che anche il comune cittadino di fronte a una persona che si accascia a terra sia tenuto ad intervenire subito, chiamando i numeri di emergenza e avviando la rianimazione cardiopolmonare, guidata al telefono dall'operatore. A tal proposito, il progetto sarà esteso non solo allo studente, ma anche alla famiglia dello stesso, la quale, su base volontaria, sarà invitata alle attività inizialmente per poi attivare la propria coscienza civica in ambito assistenziale.

IL PROGETTO - In Italia ogni giorno muoiono 200 persone per arresto cardiocircolatorio, una ogni 7,2 minuti, perché chi gli è accanto non sa cosa fare, chi chiamare, come comportarsi. L'ostruzione da corpo estraneo, invece, soffoca un bambino al giorno e 1 a settimana muore per le stesse ragioni di cui sopra. Da queste statistiche spaventose parte la riflessione che sta alla base dell'iniziativa: "Ci sentiamo di suggerire a tutte le scuole di inserire da subito i primi corsi nei rispettivi progetti formativi, coinvolgendo associazioni come la nostra, che interverrà gratuitamente, come del resto prescrive la legge e le linee guida di ANPAS e CRI - hanno spiegato i referenti -. I giovani e i bambini si sono dimostrati sempre in grado di apprendere tali manovre, sono per natura privi di pregiudizi e paure e hanno dimostrato in diverse occasioni, documentate, di aver salvato la vita dei propri amici o parenti dopo aver dedicato poche ore all'apprendimento delle manovre salvavita. Basta guardare quello che è successo negli Stati Uniti d'America nella città di Seattle, che ha iniziato a formare il personale scolastico dal 1970 e gli studenti dal 2000: lì le persone strappate alla morte senza danni cerebrali dopo un arresto cardiaco improvviso sono il 55%, percentuale che in Italia, purtroppo, è molto bassa (1-5%)"

MODALITÀ DI ATTUAZIONE - Nel corso dell'anno scolastico si proporranno ai ragazzi lezioni di sensibilizzazione teorico-pratiche di durata adeguata all'età e alla disponibilità dell'istituto e dei propri progetti. In particolare, per la scuola secondaria di primo grado il corso durerà 2 ore (una di teoria e consultazione audiovisiva autonoma e a domicilio, e una di pratica). Durante la prima ora curriculare l'insegnante di riferimento mostrerà il video dimostrativo e raccoglierà le prime impressioni della classe. Il materiale sarà reso disponibile e "linkato" ai ragazzi e alle loro famiglie con l'invito a ri-visionarlo a casa con gli adulti. A tale breve attività seguirà l'attività specifica degli istruttori stessi, i quali a partire dalla seconda metà di marzo 2018, si recheranno negli istituti aderenti per la formazione pratica dei ragazzi. L'idea è quella di mostrare e far provare ai ragazzi, nell'arco di un'ora curricolare, un contenuto audiovisivo standard, proporne la breve spiegazione teorica e quindi metterli al lavoro singolarmente con l'aiuto di un manichino di simulazione appositamente studiato per i ragazzi in età scolare. Si prevede un numero massimo contemporaneo per ogni singola dimostrazione di 2 o 3 classi (massimo 40-50 persone per dimostrazione), così da fornire ad ogni alunno un manichino personale, atto a creare un clima di sana competizione tra i ragazzi nell'esecuzione perfetta delle manovre. I ragazzi verranno così valutati con un piccolo test interattivo fino al raggiungimento del simbolico standard massimo delle conoscenze e di efficacia nelle manovre di "Basic Life Support".

OPEN DAY DEL SOCCORSO - "Tutto il progetto finora descritto - hanno proseguito i referenti dell'iniziativa -, culminerà nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 maggio in quello che sarà un vero e proprio 'Open day del soccorso'. Con il patrocinio del comune di Mondovì, verrà messa a disposizione delle associazioni di volontariato coinvolte il sito di piazza della Repubblica, dove, a partire dalle 14 del sabato, verrà istituita la 'Cittadella del soccorso laico'. Nei singoli spazi dedicati, ogni associazione a ciclo continuo svilupperà sotto un tema specifico di sensibilizzazione al soccorso, con attività ludico-pratiche divulgative per tutta la popolazione che presenzierà all'evento. Verrà predisposto uno spazio per la discussione dei temi specifici principali con mini incontri con la popolazione a cura di esperti sanitari e laici. Saranno presenti con il loro aiuto, la loro disponibilità e la loro attinenza con il soccorso anche altre associazioni come il SASP, la polizia locale e altri enti in via di accreditamento alla manifestazione". E ancora: "Le scuole coinvolte nel progetto durante la primavera, si 'sfideranno' sulla piazza a colpi di rianimazione cardiopolmonare: i vincitori, però, saranno tutti i ragazzi coinvolti, i quali presenteranno poi liberamente tutti gli eventuali progetti collaterali che vorranno costruire con i loro docenti. Nella giornata poi del 20 maggio, invece, a partire dalla mattina, continueranno le attività di sensibilizzazione sotto i singoli stand da parte delle associazioni, con la dimostrazione dei mezzi e delle attività alla popolazione presente. Le stesse associazioni, si 'sfideranno' a colpi di interventi di soccorso in parallelo sulla piazza, dando vita a una sorta di 'giochi senza frontiere del soccorso'".

Alessandro Nidi

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