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Cronaca | 22 febbraio 2018, 14:45

Ragazzo morì nello schianto della sua auto contro un albero: a giugno la sentenza nel processo contro quattro funzionari della Provincia

Gli imputati erano già stati prosciolti dal gup nel dicembre 2015

Ragazzo morì nello schianto della sua auto contro un albero: a giugno la sentenza nel processo contro quattro funzionari della Provincia

E’ stata fissata per il 5 giugno la data per la discussione del procedimento a carico di E.N.,direttore della direzione Mobilità e Infrastrutture della Provincia, G. G., dirigente del settore Viabilità dell’asse Alba-Mondovì, M. R., responsabile del reparto Viabilità di Mondovì e G. S. P. capo cantoniere imputati per omicidio colposo.

La vicenda processuale riguarda l’incidente mortale di cui fu vittima Alberto Rivarossa, studente diciannovenne di San Michele Mondovì, che si era schiantato a bordo della sua auto nell'aprile 2012 sulla provinciale della Fondovalle Tanaro. Morì dopo alcuni giorni in seguito alle gravissime ferite riportate nell'impatto della vettura contro un albero a bordo strada. Secondo la Procura i tecnici provinciali sarebbero stati responsabili della mancata messa in sicurezza del fondo stradale, che in quel tratto non era dotato di guardrail.

Nel dicembre 2015 il gup aveva pronunciato sentenza di non luogo a procedere. Dopo il ricorso della Procura, la Cassazione ribaltò l’esito e inviò il fascicolo in tribunale, da cui ne scaturì un nuovo rinvio a giudizio.

Questa mattina il giudice Marco Toscano, che aveva già preso in esame le consulenze tecniche delle parti, ha respinto la richiesta del pm di una perizia integrativa. Per i difensori gli avvocati Roberto Ponzio, Stefano Barzelloni e Paolo Adriano sarebbe stata inutile, dal momento che un ulteriore approfondimento poteva concernere soltanto il deterioramento del manto stradale ed il rapporto di causa-effetto per l’uscita di strada: “I tecnici di comprovata esperienza hanno già escluso che quel lievissimo ammaloramento avesse causato l’incidente. L’auto è uscita fuori strada per l’eccesso di velocità, finendo purtroppo nel burrone”.

Il padre del giovane Alberto, Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Piemonte, e la mamma avevano ritirato la costituzione di parte civile dopo essere stati risarciti dalla assicurazione della Provincia.

Monica Bruna

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