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Attualità | 23 febbraio 2018, 14:28

Le "Alpi del Mediterraneo" si candidano a Patrimonio dell'Unesco, un progetto transnazionale tra Italia, Francia e Principato di Monaco (VIDEO E FOTO)

La candidatura è stata presentata lo scorso 30 gennaio a Parigi dal ministro Gian Luca Galletti. Si scoprirà l'esito il prossimo agosto 2019

FOTO DI DANIELE CAPONNETTO

FOTO DI DANIELE CAPONNETTO

Un progetto transfrontaliero che vede coinvolte tre nazioni: Italia, Francia e Principato di Monaco. E' la candidatura delle “Alpi del Mediterraneo” a Patrimonio mondiale Unesco, consegnata a Parigi dal ministro alle Politiche Ambientali Gian Luca Galletti lo scorso 30 gennaio.

Ed è proprio il ministro Galletti oggi, venerdì 23 febbraio, in Sala Falco a Cuneo ad aver ufficializzato questa importante consegna di cui si conoscerà l'esito il prossimo agosto 2019. Un dossier importante quello presentato dall'Italia all'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. 310 pagine pagine e una documentazione scientifica dettagliata redatta da un comitato Internazionale con la collaborazione di decine di esperti. 

Un sostegno arrivata anche da personaggi di rilievo come il Principe Alberto II di Monaco, Bono degli U2 (da anni il frontman irlandese ha una casa ad Eze), oltre a Maria Grazia Ferrero, dell'omonima azienda albese colosso dolciario conosciuto in tutto il mondo.

Il progetto coinvolge nella comune storia geologica, ambientale e di biodiversità un’area di 268.500 ettari e che interessa 79 Comuni (28 dei quali in territorio italiano). Per completare le molte  ricchezze ambientali tutelate da più di trent’anni dal Parco Naturale delle Alpi Marittime e dal Parco Nazionale del Mercantour, nel progetto sono stati inseriti anche i Parchi del Marguareis e delle Alpi Liguri,  alcune  zone  protette della Provincia di Imperia, l’Area protetta regionale Giardini Botanici Hanbury, alcune zone naturali tra entroterra e costa  del  Dipartimento  delle  Alpi Marittime.

Le “Alpi del Mediterraneo” sono inoltre l’unico sito conosciuto in cui sono visibili le testimonianze di tre cicli geodinamici successivi con 269 specie endemiche (animali e vegetali) diverse.

Uno spazio di circa 70 chilometri dai 3.000 metri di quota delle vette più alte (Monte Matto, Gelas, Clapier fino alla Cima sud dell’Argentera a 3.297 m) al di sotto del livello del mare fino a circa 2.500 metri di profondità.

"Mi stupisco che vi stupiate del successo di questa candidatura" - ha spiegato il ministro alle Politiche Ambientali presente oggi a Cuneo - "E' un territorio che ha tutte le carte in regola per poter essere riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Come ministro dell'Ambiente devo tutelare il patrimonio già esistente e fare in modo che l'ambiente diventi motore sociale ed economico per questo Paese. Si tratta di un progetto transfrontaliero ambizioso. Per fare il 'salto' bisogna fare in modo che si passi da Parco Naturale regionale a Parco Nazionale e poi transnazionale."

Al tavolo dei relatori erano presenti il presidente della Provincia Federico Borgna, il presidente del Gect marittime Mercantour Paolo Salsotto, l’assessore regionale Alberto Valmaggia, il presidente della Provincia di Imperia Fabio Natta, il presidente della Camera di Commercio Ferruccio Dardanello e il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta.

Tra gli ospiti sono intervenuti Laurent Scheyer, directeur adjoint du Parc National du Mercantour; Giuliano Maglio, presidente Parco Alpi Liguri; Luigi Minuto, presidente Area Protetta Giardini Botanici Hanbury; Laurence Dalstein Richier, Département des Alpes-Maritimes e Philippe Mondielli, Fondation Prince Albert II de Monaco.

Daniele Caponnetto

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