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Cronaca | 23 febbraio 2018, 18:44

Padre a processo per aver tentato di registrare la conversazione della figlia durante un’audizione protetta in Questura

Secondo l’accusa sarebbe stato lui a consegnare il cellulare alla ragazzina

Padre a processo per aver tentato di registrare la conversazione della figlia durante un’audizione protetta in Questura

E’ accusato di aver rivelato “indebitamente notizie segrete concernenti un procedimento penale” per aver tentato di registrare la conversazione della figlia durante un’audizione protetta in Questura.

La ragazzina, tredicenne all’epoca dei fatti, era stata convocata durante le indagini per presunti maltrattamenti subiti dal nuovo compagno della madre. Il padre dell’adolescente l’aveva accompagnata e l’aspettava fuori dall’ufficio dove si doveva svolgere il colloquio.

Pochi minuti dopo aver iniziato, mi accorsi che la ragazza era imbarazzata e notai che aveva qualcosa nella tasca dei jeans”, ha raccontato l’ispettrice di polizia davanti al giudice. “Si trattava di un cellulare che stava registrando, lei disse che glielo aveva dato il padre prima di entrare”.

Con la psicologa che assisteva la minorenne, andò a chiedere spiegazioni all’uomo che stava attendendo la figlia in corridoio: “Il disagio salì alle stelle, la ragazzina piangeva dicendo che non era stata lei a volere registrare, mentre il padre ci accusava prendendoci a male parole perché indispettito dal fatto che il file audio potesse essere divulgato”.

L’ispettrice ascoltò in seguito parte del file audio che aveva registrato le dichiarazioni della tredicenne.

Le due testi hanno riferito di non aver visto l’uomo consegnare il telefonino alla figlia prima che entrasse in ufficio.

Il giudice ha rinviato l’udienza per poter sentire anche la ragazza, oggi quindicenne.

Monica Bruna

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