/ In&Out

Che tempo fa

Cerca nel web

In&Out | domenica 04 marzo 2018, 10:45

“La Cina è vicina”: Federica studia a Shanghai per diventare ingegnere civile

“Un’esperienza che tutti i ragazzi dovrebbero vivere, un modo meraviglioso di investire nel proprio futuro”

Federica Mulazzano

Federica Mulazzano

Federica Mulazzano, 25 anni da San Rocco Castagnaretta,  una ragazza dal carattere aperto ed entusiasta, non è la tipica “bugia nen” cuneese. Dopo il diploma al liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo ha frequentato il Politecnico di Torino, alla facoltà di “Scienze dell’Architettura” dove ha conseguito  la laurea triennale. Quindi si è iscritta al curriculum internazionale in “Historic Building Rehabilitation” della Facoltà di Ingegneria Edile dell’Universitá di Bologna, campus di Ravenna. Dopo un anno, ha deciso di candidarsi al bando di doppia laurea in Ingegneria Civile presso la “Tongji University” di Shanghai.

Incontro Federica, che conosco da alcuni anni, a San Rocco per una breve visita e mi accoglie con un grande sorriso, il suo “marchio di fabbrica”.

- Shanghai dista da Cuneo circa 9.300 chilometri. Per tanti tuoi concittadini già andare  a Torino rappresenta una perigliosa avventura. Eppure non ti sei fatta spaventare. Ma come sei arrivata in Cina?

Prima di iscrivermi all’attuale corso di studi, considerai gli sbocchi lavorativi e  le opportunità che il corso proponeva. Oltre alle due classiche possibilità di studio all’estero, che ormai propongono tutte le Università, Erasmus e Overseas, veniva proposta la possibilità di spendere 15 mesi alla “Tongji University” di Shanghai per ottenere la doppia laurea in Ingegneria Civile.

Dato che oggigiorno é molto importante fare esperienze all’estero, in vista di un futuro lavorativo, inizialmente decisi di partecipare al bando Erasmus, per il quale vinsi la borsa di studio per un periodo di 9 mesi in Polonia, ma successivamente uscì un bando di doppia laurea in Cina. Decisi di candidarmi anche a quest’ultimo, con la speranza di essere selezionata, perché a mio giudizio era più importante per un futuro lavorativo. Mi permetteva di mettermi alla prova, di conoscere un mondo e una cultura totalmente diversa dalla nostra. E perché volevo concludere la mia carriera universitaria con il “botto”, per cercare di distinguermi in un futuro lavorativo.

- Qual’ è stato il primo impatto emotivo con una città e una cultura così diversi?

Di natura, sono sempre stata una persona molto curiosa e aperta a conoscere nuove usanze, tradizioni e costumi, così nei mesi precedenti alla partenza lessi molti articoli, parlai con una mia compagna di corso cinese, per cercare di capire, a grosso modo, questo immenso Paese che da pochi mesi a quella parte sarebbe diventato la “mia casa”.  Dopo aver letto testimonianze su internet, di persone che avevano viaggiato in Cina, partii con l’entusiasmo di conoscere una nuova cultura, nuove tradizioni  e la consapevolezza che mi sarei dovuta imbattere in una cultura totalmente diversa dalla nostra (ma che sinceramente mi incuriosiva molto) e, specialmente all’inizio, in difficoltà che piano piano sarebbero diventate normali.

- Problemi nei primi giorni?

Dal punto di vista dell’ambientarmi non ci ho messo tantissimo. I miei genitori mi hanno insegnato, sin da piccola,  ad affrontare positivamente qualsiasi situazione che mi si poneva davanti per cercare di vivere bene. Mai, però,  mi sarei immagina di dovermi imbattere in problemi dal punto di vista linguistico, dato che saremmo andati ad abitare in un campus di 50.000 studenti, il quale accoglie ogni anno migliaia di studenti  internazionali. Inizialmente comunicavamo molto a gesti, soprattutto il primo mese, e poi, pian piano, frequentando un corso base di mandarino, obbligatorio per ottenere la doppia laurea,  iniziai a farmi capire, soprattutto in mensa, al mercato e nei ristoranti.

Passato questo periodo iniziale di assestamento,  mi sono resa conto che stavo vivendo in una città completamente diversa dalle nostre, una città con 25 milioni di abitanti, che ha un estensione che é la metà dell’Emilia Romania, nella quale i mezzi pubblici, quale soprattutto la metropolitana é capace di portarti da una parte all’altra della città in pochi minuti.

- Una volta ambientata, come hai vissuto la nuova esperienza di vita?

Shanghai é una città dove si possono cogliere molte opportunità, e dove si vivono un sacco di nuove esperienze. Hai l’occasione di conoscere persone che provengono da molti paesi del mondo orientale, per noi italiani non ancora conosciutissimo (quali Filippine, dalla Korea, Cambogia).

Un’esperienza che ho fatto in questi primi quattro mesi, che mi é piaciuta molto, é stata la partecipazione alla mezza maratona di Zixi, a 750km a sud di Shanghai. Grazie a una mia compagna di corso,  partita con me dall’Italia e che conosceva un ragazzo finlandese che a sua volta era inserito in un gruppo di WeChat (un’applicazione di messaggistica come da noi whatsapp), riuscii ad entrare a far parte di questo gruppo  che ha organizzato e pagato totalmente il viaggio, la permanenza di due giorni, la gara, a me e ad altri 8 ragazzi di varie nazionalità che non conoscevo.

Ho corso così la mia prima mezza maratona, che era un sogno nel cassetto (e che mi piacerebbe ripetere) e ammirare le montagne cinesi. Il giorno stesso della gara abbiamo preso la funivia,  che ci ha portati quasi in cima a una montagna dove era situato un tempio buddista. Un’esperienza fantastica.

- Ci racconto la tua giornata- tipo?

In questo primo semestre andavo a lezione o al mattino presto,  oppure alla sera tardi da lunedì al venerdì, mentre nei week end cercavo di “ritagliarmi” almeno mezza giornata se non un’intera giornata per andare a visitare Shanghai oppure i paesini nei paraggi.

- Ti fermeresti a vivere in Cina se ti offrissero un lavoro laggiù?

Su questo sinceramente non saprei, adesso passo questi 15 mesi là e poi si vedrà. Diciamo che mi piacerebbe avvicinarmi per stare più vicino alla mia famiglia, dato che sono figlia unica. Poi si vedrà, in base a quello che mi si porrà davanti.

- Consiglieresti ad altri ragazzi di seguire il tuo percorso?

Sì, lo consiglio vivamente perché si tratta di un’esperienza che tutti dovrebbero vivere, senza nessun timore, perché è un modo semplice e meraviglioso di investire nel proprio futuro. Personalmente, sono molto contenta di far parte di questo progetto, e sono convinta che questi siano gli anni migliori per poter vivere queste esperienze.

- E dopo la laurea?

Mi piacerebbe proseguire con un dottorato attinente alla mia tesi. Non so ancora dove,  definirò meglio questo aspetto tra qualche mese. In futuro mi piacerebbe entrare nel mondo dell’Università e in contemporanea lavorare per l’università con delle ditte esterne.

Federica sta per iniziare il secondo semestre. Tiene molto a ringraziare i suoi genitori con i quali si tiene in costante contatto, nonostante la lontananza e il fuso orario (7 ore): “Hanno appoggiato pienamente questa mia scelta e mi sostengono, il che mi permette di affrontare al meglio questa esperienza che mi sta aprendo la mente e gli orizzonti”.

monica bruna

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore