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Attualità | mercoledì 07 marzo 2018, 19:13

Camera di Commercio: il 22.7% delle imprese della provincia di Cuneo è gestita da donne

Nel 2017 sono nate più di 6900 le imprese guidate da donne

La camera di commercio Cuneo - foto generica

Sono 15.588 e rappresentano il 22,7% delle imprese complessivamente registrate in provincia di Cuneo, quattro su dieci svolgono la propria attività nel settore dell’agricoltura, otto su dieci sono imprese individuali, l’11,6% è guidato da giovani imprenditrici, il 6,3% è amministrato da straniere: è questo il profilo della componente femminile del sistema imprenditoriale cuneese del 2017.

L’analisi dei dati del Registro imprese della Camera di commercio di Cuneo mette in luce le criticità sofferte anche da questa parte del sistema imprenditoriale: a fronte della nascita di 952 aziende a conduzione femminile, quota in diminuzione rispetto al 2016, quando le iscrizioni ammontavano a 1.101, ne sono cessate 1.212 (al netto delle cancellazioni d’ufficio), rispetto alle 1.183 dell’anno precedente. Il saldo tra i due flussi è risultato, dunque, negativo per 260 unità, traducendosi in un tasso di crescita del -1,6%, una variazione decisamente più intensa rispetto a quella registrata nel 2016 (-0,5%).

L’imprenditoria femminile ha manifestato una dinamica peggiore sia di quella rilevata per il tessuto imprenditoriale complessivo (tasso di crescita del -0,81%), sia rispetto all’imprenditoria femminile piemontese (tasso di crescita del -0,3%). Il dato provinciale è lontano dalla performance dell’omologo tasso nazionale, che si attesta al +1,0%.

L’analisi dei flussi rileva che la negatività del tasso di crescita è scaturito da un dinamismo sostenuto sia sul fronte della natalità (tasso di natalità pari a 6,0%, a fronte del 5,0% registrato per il totale delle imprese) che della mortalità (7,6%, contro un 5,8%).

I dati del 2017 evidenziano il fondamentale apporto delle aziende guidate da donne al tessuto imprenditoriale del nostro territorio, di cui rappresentano il 22,7%, ma ne raccontano anche la fragilità a causa della ridotta dimensione e della concentrazione in settori tradizionali, che più di altri hanno risentito della crisi e che oggi sono chiamati a reinventarsi - ha commentato il presidente Ferruccio Dardanello - . L'ente camerale, in sinergia con il Comitato provinciale per la promozione dell’imprenditoria femminile, supporta il legame donna-impresa attraverso progettualità volte ad accompagnarle nella sfida all’innovazione e alla digitalizzazione, e a valorizzarne il ruolo sociale e formativo che è loro proprio, attraverso le iniziative di alternanza scuola lavoro.

L’analisi della presenza delle imprese femminili nei diversi settori economici evidenzia che il primo comparto merceologico è quello dell’agricoltura (35,3%), un’impresa su cinque svolge attività commerciali, una su dieci è impegnata nelle altre attività dei servizi, in cui trovano spazio i servizi per la  persona. Anche le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (8,9%) e le attività immobiliari (5,4%) occupano quote significative.

Valutando l’incidenza delle imprese femminili sul totale delle registrate per settore si segnala l’importante specializzazione femminile delle altre attività dei servizi (il 64,1% delle aziende del settore è amministrato da donne) e del comparto della ricettività - alberghi e ristoranti - (35,3%).

Per quanto riguarda la dinamica annuale esibita dai singoli comparti, alle contrazioni degli stock registrate per l’agricoltura (-4,6%) ed il commercio (-1,9%) si contrappongono gli sviluppi delle basi imprenditoriali degli altri principali settori di attività delle imprese femminili, primariamente quello delle altre attività di servizi (+2,1%).

L’analisi per forma giuridica conferma la preminenza delle imprese individuali che costituiscono  il 77,2% di questa componente del tessuto imprenditoriale cuneese (quota superiore a quella detenuta dalla stessa forma a livello complessivo provinciale, pari al 63,7%); la maggiore propensione per la ditta individuale è dovuta alla minor onerosità di avvio di questa forma giuridica. Seguono le società di persone e le società di capitale, con incidenze del 14,6% e 6,7% (le stesse quote sono pari al 22,5% e 11,6% per l’universo delle imprese cuneesi), mentre le altre forme giuridiche, in cui trovano spazio le cooperative, riuniscono solo l’1% delle aziende a conduzione femminile. L’esame della nati-mortalità delle imprese femminili per forma giuridica rileva la tendenza al progressivo rafforzamento strutturale: le società di capitale hanno registrato un tasso di crescita positivo (+2,0%), frutto di un’elevata natalità (+6,2%) e di una mortalità più contenuta (+4,2%).

Il saldo tra i flussi di iscrizioni e cessazioni è positivo anche per le altre forme giuridiche (+2,7%). Le società di persone scontano, invece, il bilancio peggiore, registrando un tasso di crescita del -2,5%, ed un quoziente di mortalità del 5,6%. Chiudono il 2017 con un tasso di crescita negativo anche le imprese individuali (-1,9%), più vulnerabili rispetto ad altre forme giuridiche e soggette ad un forte turnover (elevati tassi di natalità ma anche di mortalità).

c.s.

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