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Al Direttore | giovedì 08 marzo 2018, 18:46

"8 marzo: anche la Chiesa è chiamata al rispetto delle donne"

Riceviamo e pubblichiamo da Gemma Macagno per l'Associazione Se non Ora Quando

"8 marzo: anche la Chiesa è chiamata al rispetto delle donne"

Con riferimento all'inserto culturale dell’Osservatore Romano, “Donne, Chiesa, Mondo” a cura di Lucetta Scaraffia, proponiamo alcune considerazioni.

Finalmente anche la Chiesa è chiamata al rispetto delle donne. Le suore - sono oltre 640.000 in Italia -  rivendicano i loro diritti: innanzitutto al rispetto come persone e come lavoratrici. Non al servizio del clero, ma meritevoli del riconoscimento dovuto alle competenze, al ruolo, alle capacità   ed all’impegno. Rivendicano stipendi, salari, tutele sociali, autonomia economica: fine dello sfruttamento.

Sarà una vittoria per tutta la società, considerando che la Chiesa, non potendo più disporre di mano d’opera gratis, avrà una minore concorrenzialità con il mondo laico delle imprese, della scuola, della sanità e dell’assistenza. Il pagamento da parte della Chiesa dei contributi apporterà ossigeno alle casse Inps e Inail, con vantaggi per lo Stato ed il mondo del lavoro.

Ancora una volta cambiamenti significativi importanti partono dalle donne, che sono in grado di cambiare il mondo, perché è sempre chi è oppresso che ha la motivazione alla “rivoluzione” che è in primo luogo etica/culturale, poi economico-sociale.

Per l'Associazione Se Non Ora Quando, Gemma Macagno

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