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Attualità | giovedì 08 marzo 2018, 12:16

Saluzzo, nasce il progetto delle Comunità “Laudato sì" ispirate all’Enciclica di Papa Francesco

Carlin Petrini di Slow Food e Monsignor Pompili vescovo di Rieti nella prima tappa di presentazione. Le comunità sosterranno la realizzazione di Casa Futuro - Centro Studi Laudato sì ad Amatrice. Salvare l’ambiente e cambiare la società con un nuovo modello di pensiero

Saluzzo, Carlin Petrini, monsigno Domenico Pompili - foto Mauro Piovano

Saluzzo, Carlin Petrini, monsigno Domenico Pompili - foto Mauro Piovano

A Saluzzo le prime Comunità Laudato sì?. Nel frattempo c'è stata la prima tappa italiana del tour di presentazione del progetto, promosso dalla Chiesa di Rieti e da Slow Food, illustrato da Carlin Petrini e da monsignor Domenico Pompili, vescovo di Amatrice. Si è svolta ieri, mercoledì 7 marzo all’antico palazzo comunale, dopo il benvenuto del sindaco Mauro Calderoni e del vescovo della Diocesi di Saluzzo Cristiano Bodo. La presentazione ufficiale sarà il 16 marzo a Roma nella sala stampa di Radio Vaticana. 

L’idea parte dalla premessa di salvare l’ambiente e cambiare la società, ipotizzando la realizzazione di Comunità, forme di associazioni libere ed autonome di cittadini che raccolgono il messaggio lanciato nel 2015 dall’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. Comunità che si impegnano ad accrescere la sensibilità e l’educazione nei confronti delle tematiche dell’ecologia integrale, a promuovere la cura della “casa comune” e cioè la Terra Madre, sfruttata da un modello produttivo che insegue il profitto a scapito della salute, benessere e giustizia sociale.

Un documento dai contenuti profondi e rivoluzionari da conoscere e diffondere - Carlin Petrini – che a due anni dalla pubblicazione conferma l’attualità e la profondità della visione di Papa Francesco e della sua ecologia integrale”. Con la grande indicazione che il comportamento individuale può determinare il cambiamento politico.

Non c’è ecologia senza giustizia e non ci può essere equità in un ambiente degradato”. Desertificazione, perdita di biodiversità, acidificazione del terreno, siccità, sono segnali che richiedono urgentemente un cambio di rotta e un ripensamento del modo di abitare il pianeta. Accanto a questo la concentrazione di ricchezza nella mani di pochi, l’esclusione di masse dall’accesso al cibo, all’acqua potabile, all’educazione, al lavoro che chiedono a tutti i cittadini di buona volontà, nuovi modelli di convivenza basati su inclusione solidarietà e cooperazione. 

In questa direzione la proposta delle "Laudato sì" in linea con lo spirito dell’Enciclica e in omaggio a San Francesco d’Assisi, il “Poverello” che per primo fu interprete, quasi 900 anni fa, di una vita in armonia tra uomini e natura. La sua figura crea un legame con il territorio del Reatino, terra colpita dal terremoto.

Amatrice sarà il centro della buona pratica delle comunità: la Casa madre. Qui si vuole avviare la ristrutturazione di un immobile che ospiterà il centro studi internazionale “Casa Futuro - Centro Studi Laudato si“ dedicato alle tematiche ambientali e alle ricadute sociali. Un centro che possa ospitare giovani per stages, summer school, percorsi di riflessione e scambio.

“Dove la natura è stata matrigna – ha sottolineato il fondatore di Slow Food - vogliamo costruire un luogo per dire che le vogliamo bene.” 

Si tratta di una grande area nel centro del paese, il cosiddetto Istituto don Minozzi,  ha illustrato monsignor Pompili, parlando in premessa della necessità del processo di rigenerazione della sua terra colpita dal terremoto. Un processo che avrà tempi lunghi e che deve valorizzare l’identità di matrice agricola legata alla pastorizia del territorio e la sua storia più profonda, per  riuscire a guarire le ferite di persone, economia e beni artistici.

La struttura è composta da 12 padiglioni fatti costruire da don Minozzi, prete originario di Amatrice, per dare ospitalità agli orfani (erano 600) della Prima Guerra mondiale.

Le comunità si impegneranno a sostenere il progetto di riqualificazione della Casa Madre, un centro di educazione ambientale in cui declinare teoria e pratica nello spirito dell’Enciclica, inserito nel contesto di rinascita e ricostruzione dell'area colpita dal sisma.

“Bisogna avere passione per prendere in mano la bandiera ambiente e dell’ecologia integrale. Io farò di tutto affinchè questo messaggio passi – l’asserzione vigorosa del fondatore di Slow Food – “Abbiamo bisogno di questa sensibilità sull’ambientalismo che anche la politica in queste ultime elezioni ha dimenticato”.

Petrini ha indicato le comunità come forme associative di rigenerazione del tessuto sociale, grazie ai legami di affettività e alla radicalità della solidarietà "che fanno stare vicino a chi ha bisogno. Questa città l’ha fatto e va riconosciuto”. E' stata la sua sottolineatura in riferimento all’accoglienza degli stagionali africani della frutta a Saluzzo e alla paura generalizzata delle masse immigratorie, con l’aggancio al fenomeno che ha interessato l’Italia dei nostri nonni nel secolo scorso, con le stesse tragedie del mare. 

24 milioni di emigranti lasciarono il paese e di questi 3 milioni in Argentina, tra cui i genitori piemontesi di Papa Francesco che, nel gennaio del 1929, salparono da Genova sulla nave Giulio Cesare per Buenos Aires. “Una fortuna!” Due anni prima il Principessa Mafalda si inabissava poco lontano dalle coste brasiliane causando la morte di 314 migranti italiani. "Se i Bergoglio si fossero imbarcati sulla quella nave non avremmo avuto Papa Francesco". 

Chi desidera informazioni per fondare una comunità Laudato sì può ottenere informazioni contattando: laudatosii@chiesadirieti.it

laudatosii@chiesadirieti.it

Vilma Brignone

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