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Agricoltura | martedì 13 marzo 2018, 21:41

Coldiretti Piemonte: no all'aumento dell'Iva che colpirebbe prodotti made in Piemonte

“Il settore alimentare, determinante per sostenere la ripresa economica del nostro Paese, sarebbe duramente colpito dall’aumento delle aliquote" spiegano Roberto Cabiale vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale

Bruno Rivarossa

Bruno Rivarossa

L’aumento dell’Iva colpirebbe anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e vino e birra con aliquota al 22%. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento alla necessità di inserire fin dal prossimo Documento di Economia e Finanza (Def) norme di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'Iva in una situazione in cui, secondo Bankitalia, in Italia quasi una persona su quattro è a rischio povertà.

“Il settore alimentare, determinante per sostenere la ripresa economica del nostro Paese, sarebbe duramente colpito dall’aumento delle aliquote – spiegano Roberto Cabiale vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –. Oltretutto, ad essere colpiti sarebbero i prodotti simbolo del Made in Piemonte tra cui il riso, la carne, le uova, il miele”.

Nell’area del nord-ovest, la spesa media mensile alimentare è maggiore rispetto alle altre aree della penisola e sfiora i 2800 euro; in Piemonte è di circa 2600 euro di cui il 20% è per prodotti alimentari e bevande analcoliche, superata solo dalla spesa per l’abitazione che raggiunge il 32%.

“L’andamento dei consumi alimentari conferma altresì una crescente attenzione da parte dei consumatori verso un’alimentazione più sana e corretta – concludono Cabiale e Rivarossa Il rischio è che l’aumento dell’Iva possa far arrestare questo trend, rallentando nel complesso l’andamento economico regionale”.

c.s.

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