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Cronaca | martedì 13 marzo 2018, 15:30

Si era subito allontanato e scusato: 60enne cuneese assolto dall'accusa di molestie sessuali

L’episodio accaduto nel 2016, l’uomo si era difeso: “Stavamo scherzando, gesto mal interpretato, le avevo subito chiesto scusa”

Lui aveva detto che in un contesto scherzoso l’aveva cinta ai fianchi ma di fronte alla reazione della ragazza, aveva lasciato la presa. In quel frangente una mano aveva potuto sfiorarle il seno, involontariamente. La persona offesa invece nella denuncia lo aveva accusato di averla palpata intenzionalmente: “La sua parola contro quella dell’imputato, in assenza di testimoni diretti, un caso da manuale”, ha commentato il pm Carla Longo, chiedendo la condanna dell’uomo a 10 mesi di reclusione, in seguito alla riqualificazione del fatto nell’ipotesi più lieve.

I giudici collegiali dovevano decidere sul sottile confine fra la molestia sessuale, reato per il quale il sessantenne cuneese era a processo, e un gesto affettuoso che si sarebbe spinto un po’ oltre, ma senza rilevanza penale. Il tribunale ha optato per la seconda possibilità, assolvendo l’imputato perché il fatto non costituisce reato.

L’episodio si riferisce al 2016. La ragazza allora dipendente di un centro scommesse aveva raccontato che quel giorno, mentre stava scaricando dei soldi una macchinetta, l’uomo, un cliente abituale con il quale si era instaurata una certa confidenza, l’avrebbe presa da dietro, per i fianchi e le avrebbe messo le mani sui seni. Dopo aver reso partecipe dell’accaduto la datrice di lavoro, non se l’era più sentita di lavorare: “La dipendente era molto arrabbiata perché avrebbe voluto che fosse l’azienda a presentare la denuncia, e non si è più presentata in agenzia. A quel punto prima le abbiamo offerto di lavorare in un’altra città, ma dopo il suo rifiuto, l’abbiamo licenziata”.

Non appena ha percepito la sua mancanza di consenso si era immediatamente allontanato e scusato. La ragazza ha riferito quello che aveva provato, lei stessa avrebbe dubitato che stesse facendo sul serio”, ha rimarcato il difensore Vittorio Sommacal, chiedendo l’assoluzione del suo assistito che, come ha fatto notare lo stesso pm, ha sempre tenuto un comportamento processuale esemplare, senza sottrarsi al confronto con la parte offesa, risarcita prima ancora di arrivare al dibattimento.

Monica Bruna

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