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Attualità | mercoledì 14 marzo 2018, 11:45

“Amate uno sport, un lavoro, una persona: amate la vita”: così Elisabetta Mijno a Saluzzo

La campionessa paralimpica conquista il pubblico nella serata promossa dal Centro di Aiuto alla Vita

Elisabetta Mijno sul palco del Teatro don Bosco di Saluzzo

Amate un lavoro, amate uno sport, amate una persona, amate la vita. Questo uno dei tanti messaggi lasciati da Elisabetta Mijno al folto pubblico che venerdì sera ha riempito il teatro don Bosco di Saluzzo in occasione della serata “Fai Centro con la Vita” organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita di Saluzzo con il patrocinio del Comune.

Ospite d’onore, appunto, la campionessa paralimpica di tiro con l’arco Elisabetta Mijno, un argento alle Olimpiadi di Londra e un bronzo a quelle, più recenti, di Rio: un’atleta affermata, ma soprattutto una donna realizzata nel lavoro (è medico, specializzanda in chirurgia della mano) e nella vita personale.

Un carattere forte, alleggerito da un sorriso sincero e da una schiettezza che ha conquistato tutto il pubblico: nella lunga intervista condotta da Daniele Galosso, giornalista di Tuttosport e di Calcionews24.com, Elisabetta ha raccontato la propria vita di donna 32enne innamorata del proprio sport, del proprio lavoro, della vita.

Nonostante quello “sgambetto”, come lei stessa lo ha definito, che dall’età di 5 anni la costringe su una sedia a rotelle.

La carrozzina è parte di me, dico sempre a tutti non abbiate paura di correre o saltare quando ci sono io”, risponde a un bambino che le chiede se volesse tornare a camminare.

Un esempio concreto di forza, passione, determinazione, costanza: ma i pazienti in ospedale sono titubanti quando ti vedono entrare in sala operatoria? “Alcuni sì, soprattutto gli adulti. Ma purtroppo anche i colleghi…”.

Non è un problema per lei che gira il mondo e sceglie “il ristorante dove vuole uscire a cena senza preoccuparsi di eventuali barriere. Ci penso una volta arrivata. Ho fatto tante volte le cinque del mattino andando a ballare, cosa credete?

Purtroppo il teatro non è riuscito ad accogliere tutte le persone che avevano risposto con entusiasmo all’invito del Cav: merito anche dell’ottima collaborazione con l’Istituto Soleri Bertoni, protagonista grazie al coro diretto da Enrico Miolano e al corpo di ballo della professoressa Marta Campanella.

Due realtà impeccabili che hanno reso ancora più speciale la serata firmata Cav, associazione saluzzese che, questa volta, ha davvero “fatto centro”.

r.t.

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