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Attualità | mercoledì 14 marzo 2018, 15:52

Terremoto, gli studiosi avvertono: "Il Piemonte non è esente da rischi"

Giá nell'Ottocento eventi sismici hanno causato vittime e distruzione

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Anche il Piemonte non è esente dal rischio sismico. Un allarme confermato da alcuni eventi distruttivi avvenuti nei primi trent'anni dell'Ottocento, che potrebbero ripetersi con un'intensitá maggiore.

A sostenerlo è Giandomenico Fubelli, eologo dell'Università di Torino, che stamattina, in occasione della presentazione del premio di laurea "Avus L'Aquila 2009", istituito dai genitori degli studenti che morirono nel terremoto di L’Aquila, insieme a Gianfranco Fioraso, dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr, ha spiegato come, nonostante il Piemonte sia considerata una zona a medio-basso rischio, è sbagliato abbassare la guardia.

"Stiamo conducendo studi per individuare faglie che possano potenzialmente causare terremoti piu' forti di quelli storicamente noti - ha spiegato il docente - non si conoscono ancora le sorgenti sismogenetiche dei terremoti del 1808 e del 1828 e dunque se è lecito attendersi magnitudo superiori anche nell’area piemontese. La nostra è una zona a medio-basso rischio sismico, ma se questo è vero per quanto riguarda la frequenza di eventi registrati in tempi recenti, di sicuro non lo è per quanto concerne gli eventi del passato, rilevati da testi storici che testimoniano diversi episodi che hanno coinvolto le aree piemontesi. Le testimonianze più note riguardano il terremoto del Pinerolese del 1808, un 5.7 della Richter con 2 morti, 6mila edifici danneggiati e quelle in provincia di Alessandria del 1828, che colpì almeno 15 comuni."

Marco Panzarella

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