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Curiosità | mercoledì 14 marzo 2018, 12:37

Roaschia cerca fondi per creare un "museo di oggetti d'epoca"

Più di un migliaio di reperti di ogni genere, cose semplici in arrivo dalle case di gente comune del Piemonte e della Liguria, saranno messi a disposizione per l'allestimento della mostra permanente da un neo residente roaschino

Roaschia cerca fondi per creare un "museo di oggetti d'epoca"

È sempre più attivo il comune di Roaschia. Dopo il progetto Alcotra che prevede una visita scientifica alle Grotte del Bandito dove sono state rinvenute ossa di Ursus Spelaeus, l'adeguamento del sentiero di 5 km che attraverserà i Tetti roaschini per raggiungere il centro del paese con il punto di informazione e incontro "Confraternita", e ancora, il progetto sull'Alpeggio e "La via dei Formaggi" al Balur (di cui il nostro giornale nella totalità ha dato ampia notizia l'estate scorsa), a rendere ancora più attrattiva Roashia sarà un'alternativa a tutto questo: un museo di oggetti d'epoca.  

In questo momento il Comune di Roaschia non ha risorse per ristrutturare i locali comunali (60 mq. già esistenti in centro paese), sta cercando di reperire fondi attraverso privati o eventuali bandi pubblici.

Intanto il sindaco Bruno Viale ha accolto la proposta di Pier Ugo Zavattaro, 62 anni, originario di Cuneo e residente da circa un anno a Roaschia.

 Appassionato di oggetti vari da quando aveva 7 anni, quando all'epoca faceva il chierichetto, Zavattaro dedica maggiore entusiasmo all'attività, concedendosi più tempo, da quando è andato in pensione. 

Ad oggi possiede più di un migliaio di oggetti vari e li concede in forma gratuita per l'allestimento del museo. Si parte dai primi del '900 sino ad arrivare agli anni '70; sono tutti oggetti semplici provenienti da case del Piemonte e della Liguria.

Tra gli innumerevoli reperti storici ci sono: pianola della metà dell'800, grammofono a tromba, grammofono a valigia, radio a valvole e radio transistor, reliquie, stendardi da processione, quadri, latte di alluminio, cineprese, macchine fotografiche, macinini, sveglia con carica a molla, calamaio, lanterne ad olio e a petrolio, cartoline, santini, e tantissimi altri ancora...   

"Roaschia con i suoi sali e scendi ricorda molto Vignale Monferrato, paese nativo dei miei genitori - racconta Zavattaro - . Abbiamo pronte 23 vetrinette, fornite dal mobilificio Anfossi di Spinetta, da allestire presso quella che sarà la futura struttura mostra permanente. Ho un po' di tutto: dalla Croce di guerra, medagliette votive donate dalle suore Clarisse di Boves, carillon, bottiglie in vetro soffiate a mano per il vino, una copia della statua di Sant'Antonio del '900 in arrivo da Bajardo in ringraziamento dopo il terremoto del 1887. Tutti questi reperti sono cose semplici, utilizzati nelle case di gente comune. Sono la nostra storia, quella dei nostri cari. É importante capire come vivevano e far comprendere ai nostri giovani i sacrifici dei nostri avi affinché siano testimonianza della nostra cultura".


Soddisfatto Bruno Viale sindaco di Roaschia: "Anche questo progetto fa parte della linea programmatica dell'amministrazione indirizzata a rendere il comune di Roaschia sempre più attrattivo. Vorrei portare gli studenti delle scuole cuneesi a visitare non solo le Grotte del Bandito e a far conoscere dal vivo la nostra realtà montana, ma anche a visitare quello che sarà il nuovo museo di oggetti d'epoca che proporrà un grande numero di reperti. La proposta di creare un museo di vari oggetti mi è stata fatta da un cittadino di Roaschia appena dopo aver acquistato un immobile in paese. Ringrazio il signor Zavattaro per la sua proposta, è un esempio per tutti. Soprattutto perché lo sviluppo di Roaschia ha bisogno di idee e di partecipazione da parte di tutti quelli che la amano".     

Tiziana Fantino

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