/ Cronaca

Cronaca | 15 marzo 2018, 18:00

Savigliano, processo per l’anziana ereditiera lasciata in stato di abbandono, parla la figlia di un’imputata

"Finché mia madre aveva potuto andarci, anche la signora Giusiana stava bene, l’appartamento era in condizione dignitose e il frigo era sempre pieno”

Savigliano, processo per l’anziana ereditiera lasciata in stato di abbandono, parla la figlia di un’imputata

Questa mattina in tribunale ha parlato la figlia di A.R., saviglianese a processo con B.V, geometra e S.L. colf, accusati di abbandono di persona incapace e maltrattamenti nel processo che riguarda la vicenda di Maria Adelaide Giusiana, vedova dell’industriale della birra Faramia. Il 4 settembre 2015 gli agenti della polizia municipale trovarono in condizioni igieniche spaventose l’anziana, che sarebbe deceduta qualche settimana più tardi a 99 anni.

Fu mio nonno (coimputato ma stralciato in quanto deceduto) molto amico della signora Giusiana a chiedere a mia madre se potesse darle una mano in casa. Lei dal 2014 al 2015 andava una o due volte alla settimana, so che aveva un rimborso spese. In quel periodo mia madre stata poco bene, perciò aveva chiesto l’aiuto della signora S.L. perché si occupasse delle pulizie in casa e per preparare da mangiare”, ha raccontato la figlia di A.R., come teste chiamata dal difensore Enrico Gallo.

Alla fine dell’agosto 2015 la colf S.L. non tornò più a lavorare nell’appartamento in piazza Sperino. “La donna che doveva sostituirla per le pulizie disse a mia madre che se non la metteva a posto con i libretti le avrebbe fatto passare dei problemi. Mia madre ci rimase molto male dopo che i vigili avevano trovato la casa sottosopra, perché finché lei aveva potuto andarci anche la signora Giusiana stava bene, l’appartamento era in condizione dignitose e il frigo era sempre pieno”.

Il processo continua il 26 aprile.


Monica Bruna

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium