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Attualità | 17 marzo 2018, 10:45

Lurisia Terme: "cantiere-scuola" per i migranti, impegnati nel recupero dell'ex scuola elementare

Venerdì 23 marzo ore 11 in piazza San Luca la presentazione dell’iniziativa e dello stato dei lavori

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

“Imparare facendo”: si basa anche su questa metodologia didattica l’integrazione della settantina di migranti ospitati in un albergo di Lurisia, la località turistica nota per le Terme e la sua acqua minerale.

Da circa un anno una parte di loro è infatti direttamente coinvolta nel recupero della palazzina sino al 1986 sede della scuola elementare e col passar del tempo diventata inutilizzabile.

Si tratta – spiega Paolo Bongiovanni, sindaco di Roccaforte Mondovì, comune di cui Lurisia è frazione – di un progetto-pilota che ha lo scopo di inserire nella nostra realtà i migranti, insegnare loro non solo l’italiano ma anche un mestiere, e restituire qualcosa alla comunità che li ha accolti”.

Il primo lotto dei lavori è già stato completato e ha consentito di realizzare un’aula nella quale i profughi seguono corsi di italiano.

Il progetto ha, tra l’altro, trovato la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (principale finanziatore), della Scuola Edile di Cuneo (che con i suoi docenti insegna il mestiere ai profughi), di Acque e Terme di Lurisia, brand di un gruppo da sempre sensibile alle necessità del territorio.

All’iniziativa di Roccaforte partecipano anche la Cooperativa L’isola di Ariel (che si occupa della gestione dei migranti), l’Unione Montana Mondolè (che include i comuni di Roccaforte, Villanova, Pianfei, Frabosa Sottana e Soprana), le parrocchie di Roccaforte, il Consorzio per i servizi socio sanitari del Monregalese, i Volontari per un mondo migliore.   

Al termine dei lavori, l’edificio ristrutturato disporrà al primo piano di due locali polifunzionali da adibire soprattutto ad aule didattiche; l’intero piano terreno, invece, ospiterà il “Museo della pietra e dell’acqua”, due preziose risorse per l’economia della zona.

A Lurisia infatti sin dal 1800 gli uomini lavoravano nelle cave di “losa” (da cui deriverebbe anche il nome lurisia), pietra piatta utilizzata per i tetti. Gli scalpellini riportavano ferite alle mani, la cui guarigione era facilitata immergendole nelle acque che affioravano nelle cave.

Nel 1918, uno studio della premio Nobel Marie Curie confermò le proprietà terapeutiche delle acque; nel 1940 la nascita delle Terme e successivamente dell’impianto per l’imbottigliamento dell’acqua minerale.

c.s.

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